Si può diagnosticare il Covid-19 in 20 secondi con una tomografia computerizzata (TC) collegata ad intelligenza artificiale? I radiologi della Società Italiana di Radiologia Medica e Interventistica (SIRM) frenano: la TC non può dire se la polmonite è da coronavirus, ma solo se è presente e quanto è estesa. L’intelligenza artificiale può poi calcolare il danno in modo più preciso.
Il Policlinico Campus Bio-Medico aveva annunciato la possibilità di diagnosticare in 20 secondi la polmonite da coronavirus facendo una TC ai polmoni con l’ausilio dell’intelligenza artificiale. Ma i radiologi frenano, perché la tecnica, consolidata ormai da molto tempo, può riconoscere sì una polmonite virale rapidamente, ma non se è da coronavirus.
L’agente patogeno che sta affliggendo l’intero pianeta causa nei casi più gravi una polmonite interstiziale, ovvero un’infezione colpisce i polmoni in profondità, danneggiando gli alveoli, parte dei primi “mattoncini” degli organi che ci permettono di respirare.
Per questo, quando la malattia è molto diffusa, i pazienti vanno incontro ad insufficienza respiratoria, richiedendo in alcuni casi supporto di ossigeno, a volte in terapia intensiva e con esiti potenzialmente fatali, come tutti stiamo tristemente osservando.
Ma il Covid-19 non è l’unica malattia che provoca polmonite interstiziale, perchè il SARS-CoV 2 non è l’unico virus che ne è responsabile, e la TC non è in grado di distinguere chi ha provocato il danno polmonare, ma solo se il danno c’è o no (e quanto è esteso).
La SIRM scrive in un comunicato stampa:
1) Con la TC è possibile fare solo diagnosi di polmonite interstiziale virale
2) La TC non può fare diagnosi differenziale fra una polmonite interstiziale da Covid 19 e qualsiasi altra polmonite interstiziale dovuta ad altri virus
Tra l’altro l’intelligenza artificiale su questo sarebbe inutile di per sè, perché, precisa la società, ogni radiologo è in grado con i suoi occhi di diagnosticare una polmonite interstiziale. Ma, ammettono, la tecnica può rivelare con più precisione l’estensione della malattia.
“La TC del torace nei pazienti sospetti Covid-19 non sostituisce la diagnosi molecolare effettuata su tampone naso-faringeo mediante Real Time-Polymerase Chain Reaction (RT-PCR) – precisano i medici – ma consente, quando necessario, il riconoscimento e il monitoraggio delle lesioni polmonari di polmonite interstiziale, reperti comuni a tutte le infezioni virali”.
In altre parole solo con il tampone e successiva analisi molecolare è possibile sapere se abbiamo contratto il coronavirus, mentre la TC serve a verificare l’entità del danno ai polmoni. L’eventuale utilizzo dell’intelligenza artificiale può essere utile poi per darne una misura più precisa, e per supportare la messa a punto di protocolli di sperimentazione di nuovi farmaci.
La TC supportata dalla tecnologia proposta dal Policlinico Campus Bio-Medico è dunque utile, sopratutto in una situazione di diffusione rapida dell’epidemia, ma il tampone va sempre e comunque fatto se si sospetta il Covid-19.
Fonti di riferimento: Società Italiana di Radiologia Medica e Interventistica (SIRM)
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