L’emergenza sanitaria provocata dal coronavirus sta mettendo in seria difficoltà numerose famiglie italiane che, non potendo contare su un’entrata sicura, hanno problemi a fare la spesa.
Nonostante gli aiuti introdotti dal recente decreto Cura Italia, molti liberi professionisti, commercianti, dipendenti in cassa integrazione e persone che purtroppo lavoravano ancora in nero, si sono trovati all’improvviso con un’entrata ridotta o addirittura senza alcun introito.
Per aiutare le famiglie più colpite e prevenire tensioni sociali, il governo ha annunciato nella serata di ieri l’arrivo di buoni spesa per garantire l’acquisto di beni di prima necessità a chi si trova in difficoltà.
Anche noi possiamo però fare la nostra parte, tendendo la mano a chi non ce la fa attraverso la spesa sospesa.
L’iniziativa ricalca il noto caffè sospeso ed è molto semplice da mettere in pratica: ogni volta che ci rechiamo al supermercato, possiamo acquistare alcuni beni di prima necessità da lasciare a chi ha bisogno, specificando al cassiere o al titolare del punto vendita che si tratta di una spesa sospesa.
In questo modo chi arriverà dopo di noi potrà trovare un sacchetto di generi alimentari a costo zero, come spiega Roberto Fico, Presidente della Camera.
“Le giornate difficili che stiamo vivendo vanno affrontate con spirito di comunità. E il nostro Paese lo sta dimostrando fino in fondo. Si moltiplicano in tutte le regioni progetti di solidarietà per aiutare chi si trova in condizioni di maggiore difficoltà. Una di queste è la “spesa sospesa”. In vari quartieri, città, piccoli comuni in Italia è possibile, quando si va a fare la spesa in questi giorni, decidere di donare alcuni prodotti che saranno poi consegnati ai più bisognosi e alle persone più fragili. Iniziative simili sono già attive in Campania, Puglia, Sicilia e Toscana”, scrive Fico su Facebook.
Le giornate difficili che stiamo vivendo vanno affrontate con spirito di comunità. E il nostro Paese lo sta dimostrando…
Pubblicato da Roberto Fico su Venerdì 27 marzo 2020
Si tratta di un piccolo gesto di solidarietà che tutti noi possiamo attuare e che potrebbe aiutare subito, in modo concreto, chi non sa cosa portare a tavola.
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Fonti di riferimento: Quotidiano di Puglia/Corriere del Mezzogiorno
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