Contro il caldo estremo, un’azienda giapponese ha lanciato un bizzarro frigorifero per esseri umani, voi lo usereste?

Apri la porta trasparente, entri, ti siedi e lasci che una corrente da circa 5 °C raggiunga collo, spalle e schiena. Dopo venti minuti il sistema si spegne da solo. In Giappone il Dohiemon Box è già stato soprannominato “frigorifero per esseri umani”: una cabina individuale costruita per raffreddare rapidamente chi ha accumulato troppo calore lavorando in un cantiere, una fabbrica o durante un evento all’aperto.

Il prodotto è stato lanciato il 1° aprile 2026 da Trusco Nakayama, azienda giapponese specializzata in utensili e attrezzature professionali, ed è fabbricato da SDRS, società che produce sistemi commerciali di refrigerazione. Il bersaglio sono soprattutto imprese ed enti pubblici. Una sedia dentro un armadio refrigerato, insomma. Con il caldo che entra ormai anche nei protocolli di sicurezza sul lavoro, la scena ha smesso in fretta di sembrare soltanto una gag.

Dentro ci sono 15 °C e una sedia

La cabina è alta poco più di due metri, larga circa 93 centimetri e profonda 1,20 metri. Pesa 293 chilogrammi, ha una portata massima di 150 chili e accoglie una sola persona. Le ruote permettono di spostarla sulle superfici adatte; definirla portatile richiede comunque un certo entusiasmo.

Una volta seduti, l’aria arriva dalla parte superiore e dalla parete posteriore. L’interno viene mantenuto intorno ai 15 °C, mentre il getto può scendere a circa 5 °C. Temperatura e flusso dell’aria possono essere regolati su tre livelli. La porta in acrilico si apre spingendola dall’interno, così chi usa il box rimane visibile e può uscire senza dover azionare serrature. Il timer arresta la macchina dopo venti minuti per limitare il rischio di un raffreddamento eccessivo.

Il frigorifero per esseri umani funziona con una normale alimentazione giapponese monofase da 100 volt, non richiede lavori di installazione ed è certificato IPX3 contro la pioggia. Occorre però lasciare almeno venti centimetri liberi sui lati e dietro la cabina per disperdere il calore prodotto. La protezione dalla polvere, invece, non è stata testata: un dettaglio da considerare prima di parcheggiarla nel mezzo di un cantiere particolarmente generoso di cemento e detriti.

Consuma meno di un condizionatore, raffredda una persona

Con una temperatura esterna di 35 °C, il consumo dichiarato è di 0,51 kWh. Secondo il produttore, il funzionamento costa circa 15,8 yen l’ora, una cifra inferiore del 48% rispetto ai 30-38 yen stimati per un comune climatizzatore portatile monofase. Il confronto utilizza prezzi dell’elettricità giapponesi ed è fornito dall’azienda; soprattutto, i due apparecchi svolgono lavori diversi. Il condizionatore prova a raffreddare un ambiente. Il box concentra tutta l’aria fredda su una persona seduta.

Anche il prezzo conserva una dimensione piuttosto industriale: 1,5 milioni di yen, tasse escluse, equivalenti a circa 8.050 euro usando il cambio di riferimento della Banca centrale europea del 28 luglio 2026. Una cifra che lo colloca più vicino alle attrezzature aziendali che agli acquisti domestici da fare durante un pomeriggio particolarmente afoso.

Perché il Giappone lo sta mettendo nei luoghi di lavoro

Dal 1° giugno 2025 il Giappone ha rafforzato le norme sulla prevenzione delle malattie da calore nei luoghi di lavoro. Le aziende devono predisporre sistemi per segnalare tempestivamente i sintomi, stabilire procedure operative e informare i lavoratori. Davanti a un caso sospetto, le misure previste comprendono l’interruzione dell’attività, il raffreddamento del corpo e, quando necessario, l’intervento di un medico. Il box è quindi uno degli strumenti possibili dentro un’organizzazione più ampia, fatta anche di pause, sorveglianza e soccorsi.

Il primo uso pubblico documentato è arrivato il 25 maggio 2026 nel municipio di Maebashi, città della prefettura di Gunma dove SDRS possiede uno stabilimento. La cabina è stata installata nell’atrio a disposizione dei dipendenti e delle persone che entrano nell’edificio, nell’ambito di un accordo tra l’azienda e l’amministrazione comunale. Il frigorifero umano ha così trovato posto accanto agli sportelli pubblici, tra una pratica amministrativa e un colpo d’aria da 5 °C.

Il produttore presenta il dispositivo come luogo di sosta temporaneo per la prevenzione e il raffreddamento rapido. Davanti a sintomi seri, il passaggio nella cabina rimane soltanto una prima misura: servono le procedure di emergenza e l’assistenza sanitaria previste per i casi di colpo di calore. Il nome strappa una risata. Il motivo per cui un armadio refrigerato da 293 chili appare ormai una soluzione sensata, decisamente meno.

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