Cani salvati dai combattimenti clandestini: stanziati 2 milioni di euro per curare le ferite, visibili e invisibili, degli animali sequestrati

Passo storico nella protezione degli animali: l’Italia fa scuola e stanzia 2 milioni di euro  (1 milione per il 2026 e un altro per il 2027) per curare le ferite, visibili e invisibili, dei cani strappati all’inferno dei combattimenti clandestini.  Il Governo ha approvato la regolamentazione del Fondo per la Custodia degli Animali Salvati, una misura mirata a trasformare il destino di migliaia di cani che sopravvivono alla crudeltà.

La pubblicazione del decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali segna una svolta decisiva per l’attuazione di quanto previsto dall’articolo 1, comma 847 della Legge n. 199/2025, ovvero la Legge di Bilancio 2026.

Le risorse pubbliche stanziate saranno erogate direttamente per sostenere le realtà del Terzo settore che accolgono gli animali sottoposti a sequestro e confisca giudiziaria. Un risultato fondamentale per alleggerire le strutture d’accoglienza che, fino ad oggi, hanno sostenuto in totale solitudine i costi logistici ed economici di questa complessa opera di salvataggio.

Le dichiarazioni delle istituzioni e delle associazioni

Il provvedimento è l’esito di un lungo percorso di sinergia istituzionale avviato dalle associazioni Humane World for Animals Italia e Fondazione Cave Canem, promotrici dell’iniziativa Io non combatto, guidate rispettivamente da Martina Pluda e Federica Faiella. Le due presidenti spiegano:

La copertura dei costi di custodia rappresenta un passo fondamentale in grado di rendere più efficace l’attuazione dei sequestri e di contribuire, nel lungo periodo, al contrasto di questa pratica crudele e illegale. I cani coinvolti nei combattimenti sono vittime di violenze estreme e necessitano di percorsi strutturati di recupero comportamentale, che consentano loro di superare i traumi subiti e di tornare a vivere. Solo attraverso un impegno competente e continuativo possiamo garantire a questi animali una concreta possibilità di riscatto e di una nuova vita.

Sulla stessa linea di entusiasmo si colloca la Senatrice Anna Bilotti, prima firmataria dell’emendamento parlamentare che ha originato la misura:

Accolgo con soddisfazione la pubblicazione del decreto da parte del Ministero, un segnale concreto dell’attenzione riservata alla necessità di sostenere adeguatamente le organizzazioni che offrono una seconda possibilità agli animali salvati dai combattimenti. Nei prossimi mesi continueremo a lavorare affinché queste risorse vengano confermate e rafforzate, estendendone idealmente l’impiego non solo alla copertura delle spese di gestione dei cani sequestrati e confiscati, ma anche alla formazione specialistica delle Forze di polizia impegnate nel contrasto di questi gravi reati.

Anche il contributo operativo dell’esecutivo è stato rimarcato dalla Viceministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Maria Teresa Bellucci, la quale ha ricordato il valore quotidiano di operatori ed enti nel rafforzare la collaborazione tra istituzioni e privato sociale.

Dettagli del bando, spese rimborsabili e iter di presentazione

I fondi pubblici copriranno un raggio d’azione molto ampio: dall’accoglienza quotidiana all’assistenza veterinaria specialistica, fino alla progettazione di piani di riabilitazione comportamentale affidati a educatori cinofili esperti. Per ottenere i rimborsi, gli enti dovranno presentare la documentazione di affidamento giudiziario e un’autocertificazione attestante i requisiti richiesti.

La presentazione delle domande scarterà a seguito della pubblicazione del bando ministeriale ufficiale, prevista entro la fine dell’anno, con scadenza fissata al 31 gennaio dell’anno successivo a quello di sostenimento delle spese. Un supporto vitale che affiancherà le attività già promosse dal progetto Io non combatto, come borse di studio, percorsi educativi per le scuole e corsi per le forze dell’ordine.

Fonte: Fondazione Cave Canem

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