Perché i gufetti dormono a pancia in giù (ed è tutta colpa della testa)

Tutti i bambini alla nascita, e per alcuni mesi, presentano una testa molto grande in proporzione al resto del corpo. Questo vale ancora di più per i gufetti, costretti a dormire addirittura “a pancia in giù” proprio per questo motivo.

Un’immagine diventata virale negli anni scorsi ha riportato l’attenzione su questa curiosa abitudine, e la spiegazione è tanto semplice quanto tenera.

La foto che sembrava un fake (e invece è vera)

La foto, circolata inizialmente come meme, mostra un giovane gufo letteralmente steso a terra. In un primo momento l’affidabilità della fonte era stata messa in discussione: in tanti sui social avevano ironizzato sul fatto che l’uccello avesse “alzato un po’ il gomito” — o meglio l’ala — e stesse smaltendo una sbronza con un sonnellino.

La foto è invece autentica, ed è diventata lo spunto per far conoscere questa insolita abitudine dei rapaci notturni ancora giovani, che dormono sdraiati in posizione prona.

Perché succede: gli adulti dormono in piedi, i piccoli no

I gufi adulti, una volta completamente sviluppati, dormono in piedi. I più giovani, invece, non riescono ancora a reggere il peso della testa e sono quindi costretti a sdraiarsi per riposare.

La conferma della National Audubon Society

Il fenomeno è stato raccontato e confermato in un episodio di BirdNote, pubblicato dalla National Audubon Society — la più importante organizzazione statunitense no-profit dedicata alla tutela degli uccelli e dei loro habitat.

Protagonista della vicenda è Joseph Clark, che racconta di aver scoperto due piccoli allocchi americani (Strix varia, in inglese Barred Owl) sdraiati a terra vicino alla sua casa a East Haddam, in Connecticut. I due giovani rapaci erano caduti da un antico acero da zucchero ed erano tormentati da alcuni corvi.

Clark allontanò i corvi e, con la guida di Kasha Breau, del centro Audubon del Connecticut, riportò i piccoli sull’albero. La madre rimase nei paraggi per tutta la durata del salvataggio, tenendo d’occhio la scena.

Il segreto è tutto negli artigli

Una volta al sicuro, Breau consigliò a Clark di osservare gli allocchi durante i loro riposini diurni. Ciò che vide lo incantò: tenendo gli artigli ben stretti attorno al ramo, i piccoli si sdraiavano sul ventre, giravano la testa di lato e si addormentavano.

Il motivo per cui un allocco giovane non cade dall’albero mentre dorme è l’alluce, il dito posteriore dell’artiglio: si blocca sul ramo e non si apre finché l’uccello non piega volontariamente la zampa.

“I loro pisolini sono corti e, quando dormono, non amano essere svegliati — nemmeno per essere nutriti” racconta Clark.

Come dar loro torto?

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