Mentre il dibattito sull’alta velocità continua a infiammarsi con le proteste contro la TAV che tornano periodicamente al centro della scena, del Tunnel di Base del Brennero (BBT) si parla pochissimo.
E non solo: non tutti sanno che, per realizzarlo, è stata creata quella che, per volume, è oggi la più grande discarica di materiale di scavo dell’Unione europea.
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Proprio mentre è stato abbattuto l’ultimo diaframma tra Italia e Austria, un passaggio simbolico che collega definitivamente gli scavi dei due Paesi a circa 1.400 metri sotto il Passo del Brennero – emerge anche la storia di una gigantesca valle alpina trasformata per ospitare milioni di metri cubi di roccia estratti dalla montagna.
Una montagna di detriti
Il Tunnel di Base del Brennero, destinato a diventare il collegamento ferroviario sotterraneo più lungo del mondo con i suoi 64 chilometri complessivi, è uno dei cantieri più imponenti d’Europa. Ma scavare una montagna significa anche affrontare un problema enorme: dove mettere tutto il materiale estratto? La risposta è la Valle Padaster, in Tirolo, in Austria.
@Galleria di Base del Brennero – Brenner Basistunnel BBT SE/FB

Qui sono stati depositati 7,7 milioni di metri cubi di rocce, una quantità impressionante che gli stessi progettisti paragonano a tre Piramidi di Cheope ridotte in frantumi. Secondo i responsabili del progetto, si tratta della più grande discarica di materiale di scavo dell’intera Unione europea.
Se si considera l’intero progetto del Brennero, il volume complessivo del materiale scavato arriverà a 21,5 milioni di metri cubi, l’equivalente di circa otto Piramidi di Cheope. Una parte verrà riutilizzata per produrre calcestruzzo, mentre il resto sarà distribuito in diverse aree di deposito tra Austria e Italia. E il bello è che al deposito vengono anche organizzate visite guidate.
Intanto, l’impatto sul paesaggio è evidente. La Valle Padaster aveva originariamente una tipica forma a “V”, scavata nei secoli dall’acqua. Oggi, dopo anni di conferimenti, il fondovalle è stato innalzato di circa 70-80 metri, assumendo una morfologia molto più ampia e dolce, simile a una “U”.
@Hans von der Brelie
Per consentire questa trasformazione è stato persino deviato temporaneamente il torrente Padasterbach attraverso una galleria artificiale lunga circa 1.500 metri, così da poter realizzare il nuovo fondovalle destinato ad accogliere milioni di tonnellate di materiale. In tutto questo, una delle principali criticità era rappresentata dal trasporto del materiale.
Per evitare un continuo passaggio di camion nei piccoli centri abitati della valle del Wipptal, è stato realizzato un gigantesco nastro trasportatore lungo fino a 30 chilometri, collegato direttamente ai tunnel di scavo. In questo modo la roccia estratta viene trasferita dalla montagna alla discarica senza attraversare i paesi circostanti. Secondo i tecnici del progetto, questa soluzione ha ridotto in maniera significativa traffico, rumore ed emissioni.
@Galleria di Base del Brennero – Brenner Basistunnel BBT SE/FB
L’aspetto più controverso riguarda il futuro della Valle Padaster. I progettisti assicurano che quella che oggi appare come una vasta distesa grigia di rocce verrà completamente rinaturalizzata entro una decina d’anni. Secondo i loro piani, il materiale con uno spesso strato di terreno fertile consentirà di ricostruire il letto del torrente, piantare alberi e arbusti e creare prati, pascoli e aree boschive, fino a restituire la valle al turismo e all’escursionismo.
Intanto il tunnel avanza
Proprio in queste ore il progetto ha visto l’abbattimento dell’ultimo diaframma tra il lotto italiano di Mules e quello austriaco di Pfons.
L’incontro tra gli scavi è avvenuto a circa 1.400 metri di profondità sotto il Passo del Brennero. Sul versante italiano sono state impiegate le talpe meccaniche “Virginia” e “Flavia”, mentre in Austria lo scavo è proseguito con il metodo tradizionale mediante esplosivi.
Per il presidente della Provincia di Trento Maurizio Fugatti si tratta di una “giornata storica per la mobilità sovraregionale“, sottolineando come il completamento del tunnel rappresenti un’infrastruttura strategica per il futuro dei collegamenti ferroviari europei.
Resta però aperta una domanda che accompagna ogni grande opera: quanto è davvero possibile restituire alla natura un territorio profondamente trasformato? Per i promotori del Brennero la risposta è sì, e la Valle Padaster dovrebbe diventare un modello europeo di rinaturalizzazione.
Saranno però gli anni, e non i rendering, a dire se una discarica di milioni di metri cubi di roccia potrà davvero tornare a sembrare una valle alpina.