Tre leonesse morte nello zoo di Tokyo: il dramma degli animali in cattività nell’era del caldo estremo

Tre leonesse sono morte in uno zoo di Tokyo, probabilmente a causa di un colpo di calore. Un episodio drammatico che riporta al centro una domanda attualissima: quanto sono vulnerabili gli animali selvatici costretti a vivere in ambienti artificiali mentre il pianeta diventa sempre più caldo?

Le tre femmine vivevano al Tama Zoological Park, dove negli ultimi giorni molti dei 16 leoni presenti hanno mostrato segni di sofferenza: perdita di appetito, poca energia e ridotta attività. Secondo quanto comunicato dallo zoo, le leonesse sono morte una dopo l’altra in tre giorni. I veterinari hanno osservato disidratazione e insufficienza multiorgano, entrambi elementi compatibili con un colpo di calore.

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Nonostante i leoni siano animali associati ai climi caldi dell’Africa, la situazione negli zoo giapponesi è – nemmeno a dirlo – molto diversa da quella della savana. Il problema non è soltanto la temperatura, quanto l’umidità.

I leoni sono considerati resistenti al caldo, ma il caldo giapponese è accompagnato da un’elevata umidità, diversa dall’aria secca dell’Africa, ha spiegato un portavoce dello zoo.

Una differenza fondamentale. Quando l’aria è molto umida, anche gli animali hanno più difficoltà a disperdere il calore attraverso la respirazione e l’evaporazione. Il corpo si surriscalda più facilmente e il rischio di collasso aumenta.

Un’estate da record

Il Giappone sta affrontando una delle estati più estreme mai registrate. Nel 2025 il Paese aveva vissuto l’estate più calda della sua storia e nelle ultime settimane alcune zone hanno raggiunto temperature intorno ai 40 °C, tanto da spingere le autorità a introdurre una nuova definizione per le giornate di caldo “estremo e pericoloso”.

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Solo tra il 20 e il 26 luglio, secondo l’agenzia giapponese per la gestione delle emergenze, circa 18.600 persone sono state ricoverate per problemi legati al caldo e 45 sono morte già all’arrivo in ospedale.

Ma, come è chiaro, il caldo record non colpisce soltanto gli esseri umani. Colpisce anche quegli animali che, negli zoo, non possono scegliere dove spostarsi, cercare un ambiente più fresco o seguire i ritmi naturali della propria specie. Dopo le morti, il Tama Zoological Park ha annunciato il potenziamento delle misure contro il caldo: maggiore ventilazione, nebulizzazione dell’acqua e installazione di condizionatori nelle aree più critiche. E intanto alcuni leoni sarebbero ancora sotto osservazione.

Certo, leggiamoli come interventi necessari, ma che raccontano anche un problema più profondo: gli animali ospitati negli zoo dipendono completamente dalle capacità degli esseri umani di prevedere e gestire condizioni ambientali sempre più imprevedibili. Un leone in natura può cercare ombra, allontanarsi, modificare i propri comportamenti. Un leone in un recinto non ha questa possibilità.

Gli scienziati sono ormai concordi nel dire che il cambiamento climatico stia aumentando frequenza e intensità delle ondate di calore in Giappone e in molte altre parti del mondo. E, mentre si parla degli effetti del caldo sulle persone, episodi come quello di Tokyo ricordano che la crisi climatica coinvolge ogni forma di vita. Gli animali non sono solo vittime dei cambiamenti ambientali, sono esseri capaci di provare stress, paura e sofferenza. Anche dietro le sbarre di uno zoo, anche lontano dalla savana, un corpo resta un corpo. E quando il pianeta diventa troppo caldo, a soffrire sono tutti.

Fonte: The Guardian

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