L’ondata di caldo anomalo che sta investendo la penisola ha travalicato i confini delle città, raggiungendo le vette più elevate dell’arco alpino e mostrando il volto più severo del cambiamento climatico. A farne le spese è stato il Rifugio Marco e Rosa De Marchi – Agostino Rocca, la struttura ricettiva più alta della Lombardia situata a 3.609 metri di altitudine alla Forcola di Cresta Guzza, in Valmalenco.
La Sezione Valtellinese del CAI, in stretto accordo con i gestori del presidio alpino, ha infatti disposto la chiusura immediata del presidio fino a data da destinarsi. Le elevate temperature hanno compromesso la stabilità dei manti nevosi e dei percorsi d’accesso che dal Rifugio Marinelli-Bombardieri salgono verso la Vedretta dello Scerscen Superiore, rendendo i passaggi estremamente pericolosi per alpinisti ed escursionisti. Un annuncio postato anche sui canali social e che ha lasciato basiti in tanti.
Lo zero termico oltre la vetta del Pizzo Bernina
La situazione sul gruppo del Massiccio Bernina rappresenta uno specchio fedele della crisi climatica in atto sulle nostre montagne. Con uno zero termico schizzato stabilmente tra i 4.200 e i 4.500 metri, la quota di congelamento si è posizionata persino al di sopra della cima del Bernina. La mancanza di rigelo notturno ha indebolito i ponti di neve, accelerato l’apertura improvvisa di crepacci e aumentato drasticamente il rischio di crolli rocciosi, poiché viene meno l’azione legante del ghiaccio. Questa situazione d’emergenza si inserisce in un quadro già critico segnalato dalla rete di monitoraggio GLAMOS, che già a fine giugno evidenziava l’esaurimento precoce delle scorte nevose invernali sui ghiacciai.
I precedenti del 2022 e un futuro segnato dall’emergenza globale
Il drammatico scenario attuale rispolvera i fantasmi della rovente estate del 2022, quando l’accesso al versante italiano era diventato talmente impervio da spingere il Collegio delle Guide Alpine della Lombardia a sconsigliare l’ascesa, portando a una chiusura anticipata a settembre. Quest’anno, tuttavia, il fenomeno si ripresenta con maggiore virulenza e siamo ancora nel pieno della stagione estiva con tutto il mese di agosto di fronte.
Ciò che un tempo era un evento eccezionale sta diventando la norma: il progressivo fondersi della massa glaciale impone una profonda riprogettazione della fruizione della montagna, dove i tradizionali itinerari alpinistici devono essere costantemente riposizionati di fronte a una natura che cambia ritmo a causa del surriscaldamento globale.