Valle Aurina, la frana e i 120 sfollati: cosa è successo dopo il temporale del 6 agosto

La situazione sta tornando progressivamente alla normalità in Valle Aurina, in Alto Adige, dopo la grande colata detritica provocata dal violento temporale che nella notte del 6 agosto ha interessato la zona di Gisse, tra Lutago e San Giovanni. Le circa 120 persone evacuate in via precauzionale hanno potuto fare rientro nelle strutture e nelle proprie abitazioni, mentre continuano le operazioni di sgombero del materiale trascinato a valle.

Fango, detriti e numerosi tronchi avevano invaso la strada della Valle Aurina, provocando l’isolamento temporaneo degli abitati situati nella parte più interna della valle. Nonostante le dimensioni dell’evento e i notevoli disagi provocati alla popolazione e alla viabilità, non si sono registrati feriti.

La frana dopo il violento temporale del 6 agosto

frana valle aurina

@Jessica Gruber

L’emergenza era scattata nella notte del 6 agosto, quando un intenso temporale aveva interessato la Valle Aurina con precipitazioni particolarmente abbondanti. In alcune zone erano caduti oltre 50 millimetri di pioggia in breve tempo.

La grande quantità d’acqua aveva mobilitato terreno, rocce, fango e vegetazione lungo il Rio Rosso, nell’area della Malga Daimer. Il materiale aveva quindi raggiunto il fondovalle, riversandosi nella zona di Gisse e interessando anche il letto del torrente Aurino.

La colata detritica aveva temporaneamente ostruito il corso d’acqua e ricoperto la carreggiata con una grande quantità di materiale, rendendo necessario interrompere completamente la circolazione.

Circa 120 persone erano state evacuate

Considerata la situazione e il rischio di ulteriori movimenti di materiale, le autorità avevano disposto a scopo precauzionale l’evacuazione di circa 120 persone.

Il provvedimento aveva interessato gli ospiti di un albergo e gli abitanti di tre edifici residenziali situati nelle zone considerate maggiormente esposte.

Una parte delle persone rimaste bloccate a causa dell’interruzione della strada era stata accolta a Lutago, all’interno della sala polifunzionale. Qui era stato predisposto un punto di assistenza con personale sanitario, soccorritori e operatori impegnati nella gestione dell’emergenza.

Gli sfollati sono rientrati

A distanza di due giorni dalla frana, il quadro è sensibilmente migliorato. Le persone evacuate hanno potuto lasciare le sistemazioni temporanee e rientrare nelle proprie abitazioni e nelle strutture interessate dal provvedimento precauzionale.

Il rientro degli sfollati rappresenta uno dei principali segnali del graduale ritorno alla normalità dopo le ore più difficili dell’emergenza.

Resta comunque alta l’attenzione nelle aree maggiormente colpite, dove vengono monitorati i versanti e i corsi d’acqua per verificare la presenza di eventuali ulteriori situazioni di instabilità.

Proseguono i lavori per rimuovere fango e detriti

Le operazioni di ripristino non sono ancora concluse. Escavatori, pale meccaniche e altri mezzi pesanti continuano a lavorare per rimuovere l’enorme quantità di fango, tronchi, pietre e materiale detritico accumulato lungo la strada e nelle zone circostanti.

L’obiettivo è liberare completamente la carreggiata, mettere in sicurezza le aree coinvolte e ripristinare le normali condizioni di viabilità.

Le dimensioni della colata rendono necessario un intervento particolarmente impegnativo. Oltre alla rimozione dei detriti, vengono effettuati controlli sulle infrastrutture e sulle opere interessate dall’evento.

Imponente la mobilitazione dei soccorsi

frana valle aurina

@Jessica Gruber

Fin dalle prime ore dell’emergenza è stata attivata una vasta macchina dei soccorsi. Sul territorio hanno operato numerose squadre dei vigili del fuoco volontari provenienti da diversi centri della Valle Aurina e dalle località vicine.

Alle operazioni hanno partecipato anche il Soccorso alpino, la Croce Bianca, personale sanitario e numerosi volontari. Sono stati impiegati mezzi speciali, droni, torri faro e attrezzature per consentire agli operatori di lavorare anche durante le ore notturne.

Per ragioni di sicurezza, il centro operativo era stato organizzato nella zona del campo sportivo di San Martino, da dove sono state coordinate le diverse attività di soccorso e assistenza.

Viabilità verso il ritorno alla normalità

Uno dei problemi principali provocati dalla frana ha riguardato la viabilità. L’enorme massa di materiale riversatasi sulla strada aveva infatti interrotto il principale collegamento con l’alta Valle Aurina.

Le squadre impegnate sul posto stanno lavorando per garantire il completo ripristino dei collegamenti e consentire il ritorno alla normale circolazione.

Particolare attenzione rimane anche sui percorsi escursionistici nelle aree interessate dalla colata, dove le condizioni del terreno potrebbero richiedere ulteriori verifiche prima della piena riapertura.

Resta alta l’attenzione sul meteo

Nonostante il progressivo miglioramento della situazione, resta alta l’attenzione sulle condizioni meteorologiche. Dopo le intense precipitazioni che hanno provocato la colata del 6 agosto, il territorio viene monitorato con particolare attenzione in caso di nuovi temporali.

Le precipitazioni intense su terreni già saturi d’acqua possono infatti favorire nuovi smottamenti o movimenti di materiale nelle aree più fragili.

Per questo motivo, anche dopo il rientro delle persone evacuate, prosegue il controllo delle zone interessate dall’evento.

L’emergenza più grave può dunque considerarsi in fase di superamento: non si registrano feriti e gli sfollati hanno potuto fare ritorno nelle proprie abitazioni e nelle strutture evacuate.

Restano però ancora da completare gli interventi di pulizia, messa in sicurezza e ripristino dei collegamenti.

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