Bear watching: cos’è e come funziona l’attività che fa avvistare gli orsi in natura e in sicurezza

Negli anni Ottanta, quando la Lipu iniziò a portare in Italia una parola che nessuno sapeva ancora pronunciare, il birdwatching sembrava un’eccentricità da anglosassoni. Bastarono pochi anni perché l’osservazione degli uccelli diventasse un’attività strutturata, con guide, corsi, ed un’intera comunità di appassionati che si alza all’alba per osservare aironi e cicogne. Oggi succede qualcosa di simile con un altro animale, molto più ingombrante, che risponde al nome di orso bruno. In Trentino è possibile organizzare escursioni di due giorni, zaino in spalla e binocolo al collo, con l’obiettivo dichiarato, e quasi mai raggiunto, di scorgerne almeno uno.

Un parallelo che regge

Il bear watching prende in prestito lo schema del birdwatching, fatto di gruppi ridotti, guide dalla comprovata esperienza, punti di osservazione precisi e nessun contatto ravvicinato. Con gli orsi, ovviamente, le distanze di sicurezza devono mutare radicalmente, perché la posta in gioco è troppo alta: disturbate un fringuello ed esso volerà via, fate lo stesso con un orso e magari avrete qualche difficoltà a raccontarlo. Le escursioni vengono effettuate presso le valli dove la presenza della specie è documentata (come la Val d’Ambiez, cuore del gruppo di Brenta ed una delle zone più battute) e prevedono pernottamenti in rifugio, cartelli di avvertimento all’ingresso dei sentieri ed il divieto tassativo di allontanarsi dal gruppo.

Perché in Trentino ci sono gli orsi

La presenza dell’orso bruno sulle Alpi centrali si deve alle politiche messe in atto nel corso del tempo per la tutela dello stesso. Negli anni Novanta la popolazione locale si era ridotta a soli tre esemplari, sull’orlo dell’estinzione, pertanto, fra il 1999 e il 2002 il Parco Naturale Adamello Brenta, insieme alla Provincia Autonoma di Trento e all’Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica, rilasciò 9 orsi (6 femmine e 3 maschi) provenienti dalla Slovenia nell’ambito del progetto Life Ursus, finanziato dall’Unione Europea. L’obiettivo dichiarato era arrivare, in venti o quarant’anni, ad una popolazione autosufficiente di 40-50 individui. La sfida è stata vinta ed oggi quel traguardo è stato ampiamente superato: secondo il Rapporto Grandi Carnivori del 2025, curato dal Servizio Foreste e Fauna della Provincia, in Trentino e nei territori limitrofi vivono 118 esemplari di orso, con un intervallo di confidenza tra 99 e 141. La gestione quotidiana della specie, compresa la rimozione degli individui giudicati pericolosi, segue le regole del PACOBACE, il piano d’azione interregionale adottato da Trento, Bolzano e dalle regioni alpine confinanti sotto la supervisione del Ministero dell’Ambiente e dell’ISPRA.

Le regole per osservare gli orsi

Chiunque organizzi queste uscite lo ripete come un mantra: il bear watching si fa in piccoli gruppi, sempre con una guida che conosca il territorio, mai per conto proprio. La logica è la stessa che vale per qualunque incontro ravvicinato con l’animale, per cui vanno mantenute le distanze, la propria presenza deve essere segnalata con la voce e non bisogna mai avvicinarsi ad una femmina con cuccioli.

La Provincia Autonoma di Trento ha pubblicato un vero e proprio vademecum di comportamento per chi si muove in montagna in queste zone, dalle regole base (non correre mai, non lasciare cibo nello zaino) a quelle per le situazioni più critiche. Per tutti quelli che vorrebbero andare a caccia di scatti tramite l’aiuto di un drone abbiamo una brutta notizia: evitate, perché rischiereste soltanto una sanzione, secondo i dettami della L. 394/1991 (“Legge quadro sulle aree protette”, articolo 11, comma 3, lettera h). La fauna selvatica va osservata, non inseguita, e la forestale trentina non fa sconti a chi lo dimentica.

Un turismo che non promette nulla

C’è una differenza sostanziale rispetto al birdwatching di pianura, dove l’avvistamento è quasi garantito, perché in questo caso l’orso, se non vuole farsi vedere, semplicemente… non si farà vedere. Un aspetto ben conosciuto dalle guide e che viene sempre comunicato prima della partenza per mettere, da subito, le cose in chiaro.

Leggi tutto