Nel Parco Fluviale dell’Elsa scatta il divieto di balneazione: stop anche ai picnic (per proteggere l’ecosistema dall’assalto dei turisti)

Un’oasi caraibica nel cuore della Toscana trasformata in un parco acquatico a cielo aperto, vittima del suo stesso successo mediatico. È la parabola del Parco Fluviale dell’Elsa, un’Area naturale protetta di interesse locale nata nel 1997 attorno alle celebri acque turchesi del corso d’acqua che attraversa Colle Val d’Elsa. Nel corso degli ultimi anni, le immagini virali pubblicate dai content creator hanno generato una vera e propria invasione antropica, attirando una massa quotidiana di oltre 1.500 visitatori.

Tra l’accensione di barbecue improvvisati, l’accumulo di rifiuti abbandonati lungo le sponde e discese di rafting non autorizzato, la fragilità dell’ecosistema è giunta al punto di rottura. A fronte di questa emergenza, la giunta guidata dal sindaco Piero Pii e sostenuta dall’assessore Daniele Tozzi ha deciso di intervenire con fermezza, predisponendo un’ordinanza drastica: il blocco totale delle attività in acqua lungo il celebre SentierElsa, nel tratto tra il ponte di San Marziale e il Ponte di Spugna, con efficacia prolungata fino al 30 ottobre 2026.

Le ragioni scientifiche del divieto

La decisione di sigillare il fiume ai bagnanti nasce da una precisa volontà di tutela ambientale. Il sindaco ha infatti spiegato come prima del Covid i numeri erano diversi, poi con i filmati degli influencer il fenomeno è esploso. Per arginare il degrado, l’amministrazione ha tentato prima la via della sensibilizzazione schierando gli ispettori ambientali per 66 turni di presidio, ma la risposta dell’utenza ha reso inevitabile la linea dura con il divieto di balneazione.

Una decisione suggellata dalle perizie condotte dall’Università degli Studi di Siena e dal Comitato tecnico scientifico del Parco che hanno dimostrato che il calpestio dei fondali, la sospensione dei sedimenti fluviali e l’uso continuo di gommoni, kayak e Sup stanno distruggendo i microhabitat acquatici. Come rimarca lo stesso primo cittadino:

SentierElsa è un patrimonio naturale prezioso e fragile, che abbiamo il dovere di proteggere. Stiamo predisponendo una misura temporanea ma necessaria, fondata su valutazioni scientifiche. Comunque sia una decisione che abbiamo preso per adesso, che è da rivalutare dopo questo periodo, prima di assumere decisioni definitive. L’obiettivo non è impedire la fruizione del Parco, ma fare in modo che avvenga nel rispetto dell’ambiente, senza compromettere gli equilibri naturali che rendono questo luogo così importante per Colle di Val d’Elsa.

Numerosi i verbali grazie ai controlli congiunti

Oltre alla devastazione naturalistica, la misura risponde a una stringente esigenza di incolumità pubblica, considerata la pericolosità delle correnti e dei tuffi vietati in tratti ove dal 2021 a oggi si sono registrati tre decessi. I controlli congiunti coordinati dal comandante della polizia municipale Nicola Magni e condotti insieme ai Carabinieri hanno portato a 176 sanzioni stradali, 145 multe per sosta irregolare, 43 verbali Ztl, 9 contestazioni per fuochi abusivi e 6 sanzioni a un’associazione che effettuava navigazione commerciale clandestina. Chi violerà i divieti rischierà sanzioni amministrative da 25 a 500 euro.

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