Centoventi ore filate, dalla mezzanotte di lunedì 10 agosto alla mezzanotte di venerdì 14. È la durata dello sciopero nazionale proclamato da FAO Cobas nel settore del trasporto merci su gomma, uno dei più lunghi tra quelli registrati quest’anno dal prospetto ufficiale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che lo classifica come sciopero di rilevanza nazionale nel comparto “Trasporto merci”. Ad incrociare le braccia sarà il personale viaggiante delle aziende che applicano il Contratto collettivo nazionale della logistica, del trasporto merci e delle spedizioni, quindi gli autisti e non i magazzinieri. Restano fuori dalla mobilitazione i lavoratori stanziali e i dipendenti di imprese che non aderiscono a quel contratto. Nello specifico, secondo la scheda pubblicata dal ministero, sono coinvolte le categorie contrattuali che vanno dalla A3 alla H1, ovvero la fascia comprendente gran parte dei conducenti di mezzi pesanti impiegati nelle consegne ordinarie e in quelle speciali.
Cosa chiede FAO Cobas
Dietro la mobilitazione c’è una rivendicazione essenzialmente sindacale prima ancora che salariale, ossia il riconoscimento di Cobas come parte nella trattativa per il rinnovo del contratto collettivo di settore, un tavolo da cui la sigla di base lamenta di essere tenuta fuori. Sul piano più concreto, la richiesta di punta riguarda l’orario di lavoro. Per il personale con mansioni discontinue il tetto settimanale può oggi arrivare fino a 47 ore, grazie a deroghe previste dal contratto in vigore; Cobas chiede che si torni alla soglia ordinaria di 39 ore, eliminando quelle deroghe. È una battaglia che il sindacato porta avanti da tempo e che con questo sciopero prolungato assume un peso diverso, proprio per il momento in cui cade.
Perché proprio la settimana di Ferragosto
Difficile pensare che la coincidenza con il ponte di Ferragosto sia casuale. In questi giorni il settore della logistica viaggia già con l’organico ridotto, perché buona parte del personale è in ferie, mentre le strade si riempiono di chi parte per le vacanze. Due fattori che, sommati, amplificano l’effetto della protesta, perché anche un’adesione contenuta rischia di pesare più che in un periodo qualunque dell’anno, semplicemente perché il sistema si trova già sotto stress.
Chi rischia i disagi maggiori
I contraccolpi più seri dovrebbero ricadere sulle imprese. Il trasporto merci su gomma regge buona parte della supply chain dei distretti produttivi italiani, e le aziende che restano operative nella settimana di Ferragosto potrebbero trovarsi a fare i conti con forniture in ritardo o mancate del tutto. Non è escluso, però, che qualche rallentamento arrivi a toccare anche i privati: le consegne a domicilio, in particolare quelle di e-commerce e corrieri espressi, potrebbero richiedere più tempo del previsto.
Nella stessa settimana lo sciopero nazionale si intreccia con un’altra vertenza, più circoscritta: il 13 e 14 agosto il personale non viaggiante delle cooperative CLO Magazzini di Maltignano e Re.Ma., ad Ascoli Piceno, incrocerà le braccia per iniziativa di OSP USB Lavoro Privato. Una protesta locale, che riguarda i lavoratori di magazzino e non si sovrappone direttamente alla mobilitazione di Cobas, ma che nello stesso arco di giorni contribuisce a rendere la settimana particolarmente delicata per il comparto.
Fonte: scioperi.mit.gov.it