Un evento surreale e sconcertante ha travolto la gestione delle dotazioni operative del soccorso pubblico. Il sindacalista dell’Uilpa Costantino Saporito, vigile del fuoco di lunga esperienza, ha diffuso sui canali social un filmato di denuncia che sta facendo discutere. Nel video, un pompiere estrae dalla confezione sigillata una delle nuove polo d’ordinanza assegnate al personale.
La maglia appare integra alla prova di trazione a secco; tuttavia, non appena l’operatore versa un po’ d’acqua sulla stoffa, il tessuto si sfalda all’istante. Senza imprimere alcuna forza, la divisa si riduce letteralmente a brandelli sotto le dita. Un controsenso clamoroso per chi lavora quotidianamente a contatto con l’acqua per spegnere gli incendi e che ha trasformato il caso in un caso di risonanza nazionale.
La replica del Corpo Nazionale e il ritiro dei capi difettosi
Di fronte al clamore mediatico suscitato dalle immagini di Costantino Saporito, il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco ha diffuso una nota ufficiale per chiarire i contorni della vicenda. La nota precisa che la Direzione centrale per le Risorse logistiche era già a conoscenza del problema dai primi giorni di luglio, in seguito a una segnalazione inoltrata dalla Direzione regionale per il Friuli Venezia Giulia.
L’amministrazione ha avviato la sostituzione di circa 300 capi difettosi, evidenziando come la problematica riguardi un numero contenuto di pezzi all’interno di un bando d’appalto europeo da 120.000 polo complessive, indetto il 21 luglio 2022. I vertici istituzionali hanno inoltre rivendicato l’attuazione di un piano di ammodernamento degli equipaggiamenti senza precedenti nel triennio.
Le perplessità dei sindacati e il sospetto di un difetto diffuso
La spiegazione ufficiale non ha placato i dubbi del personale di soccorso e delle rappresentanze sindacali. Nei forum e nei gruppi di discussione dedicati al settore, moltissimi operatori sostengono che il difetto di fabbricazione possa interessare un quantitativo di magliette ben superiore alle poche centinaia ammesse dal Ministero dell’Interno.
Il timore diffuso è che centinaia di divise difettose siano già state distribuite nelle caserme di tutta Italia senza che il personale ne abbia ancora saggiato la resistenza a contatto con i liquidi. La richiesta unanime che si leva dai comandi territoriali è quella di eseguire verifiche a tappeto sull’intero lotto di fornitura, per garantire la sicurezza dei soccorritori ed evitare che gli stivali o le divise dei pompieri si rivelino del tutto inadeguate durante gli interventi di emergenza.