Strade trasformate in fiumi, migliaia di persone costrette ad abbandonare le proprie case e una quantità impressionante di rifiuti trascinata dall’acqua. È quanto sta accadendo nelle Filippine, dove giorni di intense piogge monsoniche, aggravate dalla tempesta Dolphin, hanno colpito duramente l’area metropolitana di Manila.
Una delle situazioni più critiche si registra a Parañaque, città costiera affacciata sulla baia di Manila. Qui le autorità hanno raccolto oltre 100 camion di rifiuti, tra plastica, polistirolo e altri detriti trasportati dalle acque e accumulati lungo il sistema fluviale e nelle zone allagate.
E non solo: nei giorni scorsi oltre 12 mila persone sono state sfollate a causa delle inondazioni e delle piogge torrenziali, mentre diverse città e località del nord del Paese hanno disposto la chiusura delle scuole.
A Parañaque il problema delle inondazioni è aggravato dalla particolare dinamica tra il fiume cittadino e la baia di Manila. Qui, infatti, durante l’alta marea, l’acqua della baia può risalire verso il fiume Parañaque, ostacolando il normale deflusso delle acque piovane. E quando alle alte maree si aggiungono precipitazioni molto intense, il sistema finisce così per saturarsi: l’acqua proveniente dalla parte meridionale dell’area metropolitana non riesce più a raggiungere la baia e torna invece verso le zone urbane.
Quelle montagne di plastica trascinate dall’acqua
L’emergenza di Parañaque mette ancora una volta in evidenza anche un problema ambientale che accompagna oramai frequentemente le grandi inondazioni urbane: quello dei rifiuti dispersi nell’ambiente.
Quando le precipitazioni diventano eccezionalmente intense, plastica, imballaggi e altri materiali abbandonati o non correttamente gestiti possono essere trascinati nei canali e nei corsi d’acqua. Tutti rifiuti che, oltre a finire lungo le coste e negli ecosistemi marini, senza dubbio contribuiscono a ostruire tombini e sistemi di drenaggio, rendendo ancora più difficile lo smaltimento delle enormi quantità d’acqua.
Gli oltre 100 camion di detriti raccolti a Parañaque danno la misura di quanto la gestione dei rifiuti, la manutenzione delle infrastrutture urbane e la prevenzione del rischio idrogeologico siano problemi strettamente collegati.
E mentre le autorità studiano nuove opere per proteggere la città dalle maree e dalle piogge estreme, quelle terribili montagne di plastica riportate a galla dall’alluvione mostrano con estrema chiarezza tutto ciò che rimane nascosto nei fiumi, nei canali e nei sistemi di drenaggio urbano. Anche i nostri. Il dramma è che sembra essere la normalità.