Abbiamo visitato Grado in tardo autunno, durante un soggiorno in Friuli, e ce ne siamo innamorati all’istante. Soprannominata l’Isola del Sole, Grado accoglie i visitatori con una sfilata spettacolare: per raggiungerla si percorre un lungo ponte panoramico sospeso sull’acqua, affiancato da una splendida pista ciclabile.
@RebeccaManzi/GreenMe
La nostra esplorazione è iniziata dal lungomare Nazario Sauro, che i gradesi chiamano affettuosamente la diga. Costruito nel Settecento per difendere il borgo dalle mareggiate, oggi questo camminamento in pietra lungo circa un chilometro collega la spiaggia di Grado Vecchia a quella di Costa Azzurra, offrendo una vista mozzafiato che al tramonto regala colori da pelle d’oca.
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Un viaggio nel tempo tra le basiliche paleocristiane di Campo dei Patriarchi
Dal lungomare ci siamo addentrati nel cuore del centro storico, un fitto reticolo di calli e campielli che ricorda Venezia. In piazza Biagio Marin abbiamo ammirato i resti a cielo aperto della Basilica della Corte, i cui mosaici paleocristiani sono recintati e suggestivamente illuminati di sera. Accanto sorge la Casa della Musica, un edificio in pietra del VI secolo che per cent’anni è stato la sede della banda locale.
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Da via Gradenigo, la vivace via pedonale dello shopping e degli aperitivi, siamo giunti a Campo dei Patriarchi. Qui svetta la maestosa Basilica di Sant’Eufemia, completata nel 579 dal vescovo Elia. Al suo interno custodisce mosaici pavimentali unici e una pala d’argento dorato, mentre all’esterno sorge il Battistero ottagonale del VI secolo. A pochi passi si trova la più piccola Basilica di Santa Maria delle Grazie, dove il doppio livello del pavimento mostra le due fasi costruttive del V e VI secolo.
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Un ponte verso l’Isola della Schiusa: il quartiere nato dalla laguna
Durante la nostra esplorazione del centro storico, siamo rimasti affascinati dal Canale della Schiusa, da cui parte anche il servizio di traghetti per l’Isola di Barbana. Questo canale delimita l’Isola della Schiusa, un quartiere residenziale molto attivo che, incredibilmente, non esisteva prima del 1957. Quest’area di 17 ettari è stata infatti strappata alla laguna grazie a un’importante opera di colmata.
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Oggi l’isola è collegata al resto di Grado da due passaggi: un ponte carrabile, che parte dalla rotonda tra via Manzoni e Riva Scaramuzza, e il suggestivo ponte pedonale Egidio Bullesi, noto come “ponte bianco” e spesso decorato con splendidi fiori. Oltre a ospitare il Campo Sportivo e diverse strutture scolastiche, questa zona rivela utilissima per i viaggiatori grazie alla sua grande capienza di parcheggi.
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L’anima marinara del porto Mandracchio e il relax di Città Giardino
La nostra passeggiata è proseguita verso il porto vecchio, noto come porto Mandracchio. Questo bacino presenta una caratteristica forma a Y progettata dai veneziani ed è il vero salotto sul mare di Grado, dove i pescherecci si allineano ordinati davanti a storici ristoranti di pesce. Da qui ci siamo spostati verso Grado Città Giardino, la zona situata sul lato opposto del centro storico.
Questo quartiere, ideale per famiglie e anziani, ospita la spiaggia principale dell’isola con stabilimenti rinomati, aree attrezzate per cani e le celebri Terme Marine. Attive fin dall’Ottocento per l’aristocrazia asburgica, oggi offrono trattamenti di talassoterapia e piscine riscaldate con acqua di mare a 31°C e 32°C. Infine, dopo una piccola sosta in spiaggia con un sole insolitamente caldo per il periodo, eccoci ripartire verso la prossima meta anche se a Grado abbiamo lasciato un pezzetto di cuore.
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