A volte per trovare paesaggi capaci di ricordare il Nord Europa non serve attraversare migliaia di chilometri. Basta arrivare nel cuore del Feltrino, in provincia di Belluno, dove tra montagne, boschi e pareti rocciose c’è il Lago del Corlo, conosciuto anche come il “fiordo norvegese del Veneto”.
Un bacino dalle forme strette e allungate, incastonato tra le rocce, dove l’acqua riflette il verde dei boschi e il profilo delle montagne, un luogo ancora lontano dai grandi flussi turistici, ideale per chi cerca un turismo lento, fatto di cammini, silenzi e attività all’aria aperta.
Un lago nato dall’acqua e dalla trasformazione del territorio
Il Lago del Corlo è un bacino artificiale realizzato nel 1954 con la costruzione di una diga sul torrente Cismon, nel territorio comunale di Arsiè, in provincia di Belluno.

La diga, una struttura a doppio arco e doppia curvatura, è alta circa 70 metri e ha dato origine a un invaso profondo fino a 68 metri, con una superficie di circa 2,45 chilometri quadrati.
Prima della costruzione dello sbarramento, questa valle aveva un volto completamente diverso. L’area oggi occupata dalle acque era la piana del Ligont, una zona fertile attraversata dal Cismon, coltivata soprattutto a mais e tabacco.
Con la nascita del lago alcuni piccoli abitati furono sommersi: Giuliat, Carrer, Caballau e Chiesa scomparvero sotto l’acqua, mentre la frazione di Rocca venne in parte cancellata. Oggi il suo antico campanile, rimasto isolato sulle rive del lago, è una delle immagini più suggestive e simboliche del territorio. È una presenza silenziosa che racconta il prezzo umano della trasformazione della valle: migliaia di persone furono costrette a lasciare le proprie case e molti abitanti emigrarono altrove.
Un paesaggio da fiordo tra Veneto e Dolomiti

La magia del Lago del Corlo nasce dal suo contrasto. Nella parte settentrionale le rive sono più dolci, con prati e spazi verdi dove fermarsi per un picnic o semplicemente osservare il paesaggio. Verso sud, invece, il lago cambia carattere: l’acqua si restringe, le pareti rocciose diventano più verticali e il paesaggio assume quell’aspetto selvaggio che gli ha fatto conquistare il soprannome di “fiordo veneto”.
Le montagne sembrano abbracciare il lago, mentre le insenature nascondono piccoli angoli da scoprire lentamente. È un ambiente dove la presenza dell’uomo è discreta e dove il rapporto tra acqua e territorio resta protagonista.
Il giro del lago
Uno dei modi migliori per conoscere il Lago del Corlo è percorrere il sentiero ad anello che circonda l’intero bacino. L’itinerario è lungo circa 14 chilometri, con un dislivello di circa 250 metri, e alterna tratti lungo l’acqua, boschi, sentieri panoramici e testimonianze della storia locale.
Durante il percorso si incontrano alcuni elementi simbolo del lago:
- il Ponte della Vittoria, spettacolare ponte sospeso che attraversa il bacino;
- il Ponte della Bassane;
- il Ponte de Polo, da cui si gode una splendida vista sulla zona di Rocca.
Il cammino permette anche di scoprire antiche contrade abbandonate e tracce della vecchia linea ferroviaria tra Cismon e Feltre, trasformando l’escursione in un viaggio tra natura e archeologia del territorio.
Kayak, canoe e sport sull’acqua
Il Lago del Corlo è una destinazione perfetta per chi ama vivere la natura in modo attivo. Le sue acque tranquille permettono di esplorare le insenature più nascoste in kayak, canoa o SUP, avvicinandosi alle pareti rocciose e osservando il lago da una prospettiva completamente diversa.
Sono disponibili anche pedalò e aree attrezzate per soste all’aperto. Il lago non è ufficialmente balneabile per motivi di sicurezza, ma offre numerose possibilità per trascorrere una giornata immersi nella natura: passeggiate, pesca, bicicletta, picnic e momenti di relax sulle rive.
Rocca e il campanile che emerge dalla memoria
Tra le immagini più iconiche del Lago del Corlo c’è quella del campanile di Rocca, unico elemento rimasto visibile dell’antico paese sommerso.
Quando il lago fu creato, Rocca venne profondamente trasformata: parte dell’abitato finì sotto le acque e la vecchia chiesa non sopravvisse, lasciando soltanto il campanile come testimonianza del passato.
Fumegai, il borgo fantasma sopra il lago
A rendere ancora più affascinante il territorio è la presenza dell’antico villaggio abbandonato di Fumegai, arroccato sopra il lago. Un luogo sospeso nel tempo, dove le tracce della vita rurale di un tempo convivono con il paesaggio naturale.
Un’esperienza nel cuore del Feltrino
Il Lago del Corlo è una destinazione ideale per chi cerca un turismo più sostenibile e rispettoso dei luoghi. Niente grandi infrastrutture, niente turismo di massa: il suo fascino nasce dalla semplicità. Una camminata nel bosco, una pagaiata sull’acqua, un ponte sospeso attraversato lentamente, un pranzo all’aperto guardando le montagne.
Nei dintorni meritano una visita anche i piccoli borghi di Arsiè e il Museo dell’Arte Casearia “Casel de Melam”, dedicato alle tradizioni del latte e della cultura contadina locale.
