Rubati 4 capolavori di Antonello da Messina, clamoroso furto al museo regionale MuMe: “Sfregio al patrimonio universale”

Nella serata di sabato 15 agosto 2026, intorno alle ore 21:50, un commando composto da almeno tre malviventi a volto coperto ha messo a segno un clamoroso furto d’arte al Museo Regionale Interdisciplinare di Messina (MuMe), intitolato alla storica dell’arte Maria Accascina.

Approfittando della distrazione della città, impegnata nei festeggiamenti per la tradizionale processione della Vara, i ladri sono penetrati nella struttura da un ingresso secondario. Dopo aver eluso i sistemi d’allarme, le telecamere di videosorveglianza e la vigilanza del metronotte, la banda ha fatto razzia delle preziose opere su tavola firmate dal maestro rinascimentale Antonello da Messina.

Le opere trafugate e l’incredibile refurtiva abbandonata

I criminali hanno asportato dalla propria teca blindata una rara tavoletta bifronte raffigurante la Madonna col Bambino benedicente sul fronte e il Cristo in Pietà sul retro, risalente al periodo tra il 1465 e il 1474 e acquistata dalla Regione Sicilia nel 2003 presso la casa d’aste Christie’s.

Inoltre, la banda ha smembrato il celebre Polittico di San Gregorio (commissionato nel 1479 dalla badessa Fabria Cirino), portando via tre delle cinque tavole superstiti. Durante la fuga, avvenuta divellendo una recinzione sul Viale Annunziata, i ladri hanno abbandonato sul muretto esterno due tavole, poi recuperate grazie alla segnalazione di alcuni passanti. Sgomenta la direttrice della struttura Marisa Mercurio:

Siamo sconvolti per quello che è accaduto, erano due delle opere più importanti e note di Antonello da Messina. Una grande perdita per il museo, per la città, la comunità e il mondo dell’arte.

La pista del mercato nero e le reazioni delle istituzioni

Le indagini, coordinate dalla Procura di Messina e condotte dalla Polizia di Stato con il supporto del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, puntano alla pista del collezionismo privato e del mercato nero internazionale. Non si esclude l’azione di professionisti inviati su commissione.

Analizzando il valore inestimabile dei dipinti, l’assessore comunale alla Cultura Enzo Caruso ha espresso forti dubbi sulla dinamica:

I riflettori accesi ultimamente con l’acquisto di un’opera di Antonello per 15 milioni di euro sicuramente ha destato l’interesse di tantissimi ladri d’arte, inimmaginabile che una cosa del genere possa capitare a Messina, un colpo quasi da film come al Louvre.

Sulla stessa linea di condanna è intervenuto il sindaco Federico Basile:

Sottrarre opere di questo valore significa colpire non solo il patrimonio artistico, ma la memoria, la cultura e l’identità della comunità messinese.

Una ferita profonda per la storia dell’arte siciliana

L’incursione criminale ha suscitato profonda indignazione anche nell’amministrazione regionale. L’assessore al Turismo della Regione Sicilia Elvira Amata ha sottolineato la gravità del gesto per il patrimonio dell’isola:

Il furto rappresenta un fatto di estrema gravità e una ferita profonda inferta al patrimonio culturale della nostra città e dell’intera Sicilia. Quanto accaduto suscita sconcerto e indignazione, soprattutto per il valore storico e identitario delle opere sottratte.

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