Cos’è questa storia del bonus assorbenti fino a 126 euro in Sardegna: chi potrà ottenerlo (e cosa manca ancora)

Il Consiglio regionale della Sardegna ha messo a bilancio 14,7 milioni di euro per l’acquisto di prodotti destinati all’igiene mestruale. La cifra è già nero su bianco: 2,1 milioni per il 2026 e 6,3 milioni per ciascuno dei due anni successivi. Il cosiddetto bonus assorbenti, però, ha ancora parecchi spazi bianchi da riempire. Importo individuale, fascia d’età definitiva, prodotti ammessi e modalità per ottenere il contributo dovranno essere stabiliti dalla Giunta regionale. I soldi ci sono. Il modulo, comprensibilmente, ancora no.

Lo stanziamento era stato approvato il 5 agosto 2026 con l’emendamento 2112 alla variazione di bilancio e il Consiglio regionale ha dato il via libera definitivo al disegno di legge il 12 agosto 2026. Il testo ufficiale dell’emendamento parla precisamente di una misura regionale con un «contributo a favore delle donne residenti in Sardegna per l’acquisto di prodotti destinati all’igiene mestruale».

Ed è proprio questa formulazione a suggerire un po’ di prudenza davanti ai dettagli circolati in questi giorni. Nel testo approvato e reso pubblico dal Consiglio non compaiono ancora i 126 euro, la fascia 11-18 anni o una procedura fiscale. Chiamarlo già “sgravio fiscale”, quindi, significa correre qualche metro davanti alla norma: per ora è un contributo regionale da attuare.

Da dove arrivano i 126 euro

La cifra non è inventata, semplicemente non è ancora l’importo definitivo del bonus. La platea presa come riferimento nella presentazione della misura è di circa 49.836 ragazze residenti in Sardegna. Dividendo i 6,3 milioni stanziati per un anno intero tra circa 50mila potenziali beneficiarie si arriva a poco più di 126 euro a testa.

È quindi una stima perfettamente plausibile per il 2027 e il 2028, quando lo stanziamento annuale sarà di 6,3 milioni. Per il 2026 il fondo è invece di soli 2,1 milioni, anche perché la misura partirebbe ad anno già molto avanzato. Pensare a 126 euro garantiti immediatamente a ogni ragazza significa fare una divisione corretta sul bilancio sbagliato.

Le anticipazioni legate alla proposta indicano un contributo annuale indicativamente compreso tra 100 e 126 euro. Sarà però la Giunta a trasformare quelle cifre in regole operative. Fino ad allora, 126 euro rappresentano il tetto stimato sulla base delle risorse disponibili, non una somma che oggi una famiglia possa già chiedere.

Chi potrà chiedere il bonus assorbenti

L’impostazione annunciata dalla promotrice della misura, la consigliera regionale Lara Serra, punta sulle ragazze minorenni residenti in Sardegna e su un contributo universale, quindi senza una soglia Isee. La stima di quasi 50mila potenziali beneficiarie nasce proprio da questa platea.

Anche qui serve distinguere l’indirizzo politico dalla disposizione già approvata. L’emendamento 2112 pubblicato dal Consiglio regionale non stabilisce una fascia anagrafica e parla più genericamente di “donne residenti in Sardegna”. Non indica neppure un tetto Isee. Questi elementi dovranno quindi comparire negli atti di attuazione se la Giunta confermerà l’impostazione annunciata.

Lo stesso vale per gli acquisti. L’obiettivo comprende assorbenti e gli altri prodotti comunemente utilizzati per l’igiene mestruale, ma sarà necessario definire con precisione quali spese potranno essere rimborsate o coperte: tamponi, coppette mestruali, assorbenti lavabili e altri prodotti non possono essere infilati automaticamente nello stesso paniere finché non saranno pubblicate le regole.

E manca soprattutto la parte che interessa a chi dovrà materialmente ottenere il denaro: non sappiamo ancora se sarà previsto un rimborso delle spese, un voucher, un contributo diretto o un altro meccanismo. Nel testo ufficiale non viene istituita una detrazione fiscale né un credito d’imposta. Per questo, almeno per ora, parlare semplicemente di contributo per i prodotti mestruali è molto più preciso.

Nel frattempo sugli assorbenti l’Iva resta al 10%

La misura sarda arriva dopo una piccola giravolta nazionale sull’Iva. Dal 1° gennaio 2023 assorbenti e tamponi per l’igiene femminile erano passati all’aliquota agevolata del 5%. Con la legge di Bilancio successiva l’agevolazione è stata ridimensionata e dal 2024 l’aliquota è salita al 10%, come chiarito dall’Agenzia delle Entrate.

La Sardegna ha scelto una strada diversa: invece di intervenire sull’Iva, materia statale, mette risorse regionali direttamente sull’acquisto di beni che per chi ha le mestruazioni sono una spesa periodica e difficilmente negoziabile.

Il passaggio più concreto, quindi, è già avvenuto: 14,7 milioni sono stati stanziati. Quello successivo sarà meno appariscente e decisamente più utile alle famiglie: trasformare lo stanziamento in una misura che si possa davvero utilizzare. Solo allora sapremo se il bonus assorbenti varrà 100 euro, 126 o una cifra diversa, chi ne avrà diritto e cosa bisognerà fare per ottenerlo. Per adesso il portafoglio è stato aperto. Le istruzioni sono ancora in tipografia.

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