L’estate del 2026 verrà ricordata come una delle stagioni più estreme e senza tregua per l’intero continente europeo. Tra il 13 e il 15 agosto, la quinta ondata di calore dall’inizio di maggio ha letteralmente travolto l’Europa occidentale, spingendo le masse d’aria roventi di matrice africana verso Francia, Spagna, Portogallo e Germania. In terra transalpina si sono registrati i dati più sconvolgenti: oltre il 70% del territorio continentale è stato posto sotto severe restrizioni idriche, mentre le falde acquifere sono crollate su più del 90% delle riserve sotterranee, culminando nel diciassettesimo giorno consecutivo di caldo anomalo e picchi record che hanno superato i 43°C.
L’assedio dell’anticiclone dalla Penisola Iberica al Regno Unito
Non è andata meglio nella Penisola Iberica, dove la persistenza dell’anticiclone ha soffocato le città per l’ennesima volta in tre mesi. La Spagna ha toccato i 42,3°C a Écija il 14 agosto, registrando temperature ben oltre la soglia critica dei 40°C in tutta l’Andalusia. Il Portogallo ha visto il termometro salire fino a 40,9°C a Mirandela, confermando un trend drammatico cominciato già a fine maggio con i 40,3°C di Mora. Persino il Regno Unito e il Met Office hanno dovuto fare i conti con l’eccezionalità del fenomeno, rilevando 38,1°C nella zona ovest di Londra il 13 agosto, mentre quasi tre quarti del territorio inglese fronteggiano una siccità senza precedenti.
La situazione in Italia tra la tregua di Ferragosto e il rientro dell’aria africana
Mentre l’Europa centro-occidentale bruciava, l’Italia si trovava nella fase finale della sua quarta ondata di caldo, iniziata il 29 luglio. In questi giorni c’è stata una temporanea svolta grazie all’arrivo di correnti d’aria fresca di origine atlantica. Questo break ha portato temporali intensi e un generale calo termico su Alpi, Lombardia, Emilia-Romagna, regioni centrali, Campania, Salento, Calabria e Sicilia. Tuttavia, la pausa rinfrescante ha i giorni contati: la tregua durerà pochissimo prima che la bolla calda torni ad aggredire il Paese.
Le regioni e le zone più calde d’Italia: le proiezioni fino a fine agosto
Le proiezioni meteorologiche mostrano una nuova rimonta dell’anticiclone africano tra il 19 e il 21 agosto, con il Centro-Nord in prima linea. Le zone più colpite da questo secondo picco saranno la Toscana, l’Umbria, il Lazio e le pianure della Val Padana, con colonnine di mercurio pronte a schizzare nuovamente tra i 33°C e i 35°C. Una successiva perturbazione tra il 22 e il 24 agosto sposterà poi il nucleo del caldo verso il Mezzogiorno. Fino alla fine del mese, le aree destinate a soffrire maggiormente la morsa della canicola saranno la Puglia, il Materano e le zone interne della Sicilia e della Sardegna, dove i valori massimi rimarranno stabilmente ancorati attorno ai 32-33°C.
Fonte: Meteo Giuliacci