Chiude il bar del paese dopo 138 anni: i cittadini pugliesi si uniscono per riaprirlo (e combattere solitudine e spopolamento)

Il 26 gennaio 2026 una saracinesca abbassata nel cuore di Pietramontecorvino (Foggia) ha rischiato di spegnere definitivamente il battito sociale di un borgo di 2.350 abitanti incastonato sui Monti Dauni. Dopo ben 138 anni di attività ininterrotta, lo storico Bar Caffè Basile aveva spento la macchina del caffè e chiuso i battenti, lasciando un vuoto assordante e apparentemente inaccettabile tra i vicoli del comune in provincia di Foggia.

Ma i cittadini hanno rifiutato la rassegnazione e il silenzio. Grazie all’impulso e alla tenacia dell’associazione Dalla parte dei paesi e al sostegno fondamentale del Comune di Pietramontecorvino, lo spazio riaprirà ufficialmente il 25 agosto 2026 sotto una luce completamente nuova, ribattezzandosi con l’espressione dialettale Ce vedeme o’ cafè (“Ci vediamo al caffè”).

Caffè riapre

@Dalla Parte dei Paesi APS

Una storia centenaria nata dall’intuito di Aniello Basile fino a Nicola e Lucia

Per comprendere il valore simbolico e culturale di questa ripartenza occorre riavvolgere il nastro fino al lontano 1888, anno in cui Aniello Basile inaugurò la primissima attività di bar della storia del paese. Intelligente e lungimirante, Aniello non si limitò a servire bevande: si recò fino a Napoli per carpire le tecniche e i segreti del vero gelato artigianale, importando per primo nei Monti Dauni una prelibatezza fino ad allora sconosciuta. Negli ultimi decenni, a raccogliere il testimone con amore e dedizione quotidiana sono stati Nicola e Lucia, trasformando il locale in un’istituzione comunitaria, un approdo sicuro fatto di risate, tazzine bollenti e discussioni attorno ai tavolini.

Il modello “1000 bistrot” e la gestione collettiva dal basso

La riapertura di questo presidio sociale non sarà una semplice operazione commerciale, ma si lega idealmente al progetto sperimentale 1000 bistrot, la celebre misura nata in Francia per riattivare i luoghi di aggregazione nei piccoli comuni rurali minacciati dall’isolamento. A Pietramontecorvino prende vita un esperimento di rigenerazione dal basso in cui il locale diventerà uno spazio di gestione collettiva. I cittadini troveranno ad accoglierli arredi condivisi, libri da sfogliare, giochi da tavolo per ragazzi e anziani, oltre a un fitto calendario di micro-attività culturali volte a stimolare il dibattito e la partecipazione attiva della cittadinanza.

Un antidoto contro lo spopolamento e la solitudine dei piccoli borghi

Dopo l’inaugurazione prevista per il 25 agosto, la prima iniziativa pubblica si terrà già il giorno seguente, il 26 agosto, con un incontro cittadino organizzato dall’associazione per illustrare nel dettaglio le linee guida del percorso. Ce vedeme o’ cafè rappresenta un modello concreto per contrastare lo spopolamento dei borghi interni e sradicare la solitudine che spesso colpisce le piccole realtà di provincia. La storica piazzetta animata dal fondatore Aniello Basile e poi custodita da Nicola e Lucia torna così a battere, dimostrando come la passione di una comunità unita possa trasformare la chiusura di un bar nell’inizio di un nuovo capitolo di coesione sociale.

Fonte: Dalla Parte dei Paesi APS

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