Hai mai visto il raro “gatto lontra”? Il cucciolo di jaguarundi nato nel parco La Torbiera è adorabile (ma non conoscerà le foreste)

A poche settimane dalla nascita di un piccolo di ocelot, il Parco Faunistico La Torbiera situato ad Agrate Conturbia, in provincia di Novara, ha registrato l’arrivo di un cucciolo di jaguarundi, noto scientificamente come Herpailurus yagouaroundi. Questo raro felide, spesso chiamato gatto lontra per via del corpo allungato, delle zampe corte e del mantello liscio senza macchie, rappresenta uno dei mammiferi più discreti e meno conosciuti del continente americano.

Sebbene per le prime settimane la madre tenda a proteggerlo negli angoli più riparati della struttura per fornirgli le cure necessarie, il piccolo è già al centro dell’attenzione mediatica. Tuttavia, la curiosità e il clamore dei visitatori nascondono una realtà ben più complessa: il giovane esemplare non vedrà mai le foreste natie, rimanendo confinato all’interno di un recinto.

 

La biologia del gatto lontra e il lavoro di ricerca di Tadeu de Oliveira

Con un peso che varia tra i 3,5 e i 7,5 chilogrammi, lo jaguarundi è geneticamente affine al puma e al ghepardo. A differenza di molti altri felini, ha abitudini diurne e caccia in spazi aperti nutrendosi di piccoli mammiferi, uccelli, rettili, anfibi e pesci, grazie alle sue eccezionali abilità nel nuoto e nell’arrampicata. La specie spazia dal Messico meridionale e dal sud del Texas attraverso l’America Centrale fino all’Argentina centrale. Ciononostante, resta uno dei predatori più elusivi e meno studiati: per monitorarne le abitudini, in Brasile una femmina è stata recentemente munita di un radiocollare GPS prima di essere rilasciata nel proprio ambiente naturale.

Una vita tra le sbarre trasformata in fenomeno mediatico

L’annuncio del nuovo nato al Parco Faunistico ha immediatamente trasformato il piccolo in una star del web, attirando migliaia di interazioni sui social network, ed è già diventando un’attrazione di punta. Tuttavia il cucciolo non conoscerà la libertà degli spazi aperti né potrà seguire gli istinti primordiali della propria specie. La sua esistenza si svolgerà interamente all’interno di perimetri recintati, distante migliaia di chilometri dagli ecosistemi dell’America Latina.

Il rischio estinzione in natura e le minacce dell’uomo

E mentre questo cucciolo crescerà recluso, fuori dalle gabbie la specie affronta una crisi senza precedenti. L’IUCN ha innalzato lo status dello jaguarundi a specie quasi minacciata, stimando una popolazione residua di appena 13.000 esemplari adulti. La frammentazione dell’habitat, la presenza di reti stradali ad alto scorrimento e il conflitto con allevatori e agricoltori stanno decimando gli individui selvatici. A queste pressioni si aggiungono la trasmissione di malattie letali come la rogna e la rabbia, diffuse dai cani randagi. L’animale rischia di scomparire dai suoi territori d’origine, rendendo il contrasto tra la perdita della biodiversità selvaggia e la nascita di esemplari in cattività sempre più stridente.

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