Il mondo della musica piange la scomparsa di Dolly Parton, la leggendaria icona della canzone americana che si è spenta all’età di 80 anni nella sua storica residenza di Nashville, in Tennessee, il 25 agosto 2026. A dare la notizia ufficiale è stato il nipote Bryan Seaver, per oltre vent’anni responsabile della sua sicurezza, attraverso un video messaggio registrato su esplicita richiesta dell’artista prima dell’aggravarsi delle sue condizioni di salute.
Colpita dal lutto della perdita del marito Carl Dean nel marzo 2025 e da un recente calo fisico che l’aveva costretta ad annullare concerti a Las Vegas e appuntamenti a Dollywood, l’autrice lascia un vuoto incolmabile. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha disposto le bandiere a mezz’asta per una settimana in tutto il Paese, rendendo omaggio a un’artista capace di vincere 11 Grammy Awards, pubblicare 49 album e firmare oltre 3.000 canzoni (tra cui Jolene, Coat of Many Colors e I Will Always Love You). Profondo anche il dolore della figlioccia e popstar Miley Cyrus, con cui l’artista manteneva un legame affettivo e professionale fin dai tempi delle riprese della serie televisiva Hannah Montana.
L’impegno sociale e i progetti filantropici globali
Oltre alla carriera cinematografica avviata con il film Dalle 9 alle 5 (che le valse una nomination agli Oscar per la colonna sonora), Dolly Parton ha costruito un vero e proprio impero fondato sulla solidarietà e l’impegno civile. Cresciuta nella povertà di Locust Ridge come sesta di dodici figli di un coltivatore di tabacco, la cantautrice non ha mai dimenticato le proprie origini.
Tra le sue iniziative di maggior rilievo spicca la creazione della Imagination Library, un programma di alfabetizzazione infantile che ha distribuito decine di milioni di libri gratuiti ai bambini in età prescolare negli Stati Uniti, nel Regno Unito, in Canada, Australia e Irlanda. Nel 2020, durante la crisi sanitaria globale, ha donato un milione di dollari alla Vanderbilt University, finanziamento rivelatosi cruciale per la ricerca e lo sviluppo del vaccino Moderna anti-Covid. Il suo contributo sociale le ha permesso di superare le divisioni politiche del Paese, mantenendo un’enorme popolarità trasversale.
Il legame con il mondo animale e il simbolo della farfalla
Un elemento centrale nella produzione poetica e nella vita di Dolly Parton è stato il profondo legame con il mondo naturale e gli animali. Le sue composizioni hanno spesso tratto ispirazione dalla fauna, a partire da racconti intimi come quello dedicato al cane Cracker Jack, fino ai brani legati agli uccelli e alla natura selvaggia come Little Sparrow, Eagle When She Flies e My Tennessee Mountain Home. Nel corso degli anni, inoltre, ha spesso offerto aiuto per l’adozione di animali abbandonati o smarriti e sostenuto diverse iniziative di soccorso e santuari per animali.
Tra tutti i simboli legati alla sua figura, la farfalla ha rappresentato il marchio distintivo di tutta la sua carriera e dei suoi marchi commerciali: presente nel logo del parco tematico Dollywood, nelle sue linee di cosmetici e sulle copertine dei suoi album. Come raccontato dall’artista stessa, la passione per questo insetto alato nasceva dai ricordi d’infanzia, quando si perdeva nei boschi inseguendole, trasformando quell’immagine di leggerezza e metamorfosi nel simbolo guida della sua identità artistica.