Nepal, le luci nel disastro: una bambina di 5 anni ritrova i genitori e un ragazzino di 8 anni si salva arrampicandosi su un albero

La situazione in Nepal è tutt’altro che risolta, con le operazioni di soccorso sempre più difficili. Ma ci sono delle luci in fondo a questa tragedia: una bambina di 5 anni ha ritrovato i suoi genitori e un ragazzino di 8 anni è riuscito a salvarsi arrampicandosi su un albero, ritrovando poi sua madre.

Le operazioni di soccorso

Huo Jianxin, membro del gruppo di avanguardia della squadra cinese di ricerca e soccorso (che include 2.141 soccorritori), ha dichiarato lo scorso 28 agosto all’agenzia Xinhua che il team ha impiegato droni, cani da ricerca e rilevatori di segni vitali nelle operazioni di ricerca, raggiungendo la zona centrale del disastro nel pomeriggio dello stesso 28 agosto.

Ma in Nepal la situazione a seguito del disastro di mercoledì 26 agosto è tutt’altro che risolta: un lago di sbarramento, con una quantità d’acqua sufficiente a riempire circa 1.000 piscine olimpioniche, si è formato a seguito di una nuova frana scoperta in Tibet. Le squadre di soccorso impegnate sul posto sono state evacuate, rendendo tutto ancora più complicato.

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Qualche luce in fondo al tunnel, però, si vede.

Manisha, la bambina di 5 anni ritrovata viva dopo 48 ore sotto le macerie

Come riferisce la BBC, Manisha, una bambina di 5 anni è stata salvata venerdì 28 agosto, due giorni dopo il disastro, si è ricongiunta ai genitori in ospedale. E, secondo quanto riferito da un funzionario dell’Ospedale Universitario di Kathmandu, la piccola si sta riprendendo.

I soccorritori si trovavano vicino a Syabrubesi, nel distretto di Ruswa, alla ricerca di sopravvissuti, quando hanno pensato di sentire un gatto intrappolato sotto le macerie. A quel punto le squadre hanno perlustrato la zona e iniziato a rimuovere i detriti: è stato allora che hanno trovato Manisha, intrappolata sotto le macerie.

Ci sono volute circa due ore per salvarla: era viva, ma a malapena cosciente. La squadra di soccorso ha richiesto un elicottero, ma a causa delle cattive condizioni meteorologiche non è stato possibile farlo arrivare.

Così i soccorritori l’hanno portata al campo base di soccorso e le hanno dato dell’acqua: Manisha ha quindi ripreso conoscenza e ha mangiato del riso bollito. Comprensibilmente traumatizzata, sabato pomeriggio è stata trasferita in aereo al pronto soccorso pediatrico dell’ospedale universitario di Kathmandu. Dove attualmente risulta in ripresa e riunita ai suoi genitori che la cercavano disperatamente.

Zoyal, il bambino di 8 anni che si è salvato arrampicandosi su un albero

Zoyal Ghale, al momento del disastro, si era rifugiato in una foresta e si era arrampicato sugli alberi per sfuggire alle devastanti inondazioni che hanno colpito il Nepal. La storia, che sembra incredibile, ha poi avuto l’ultimo lieto fine: il bimbo, infatti, si è ricongiunto con la madre lo scorso venerdì.

Il giorno prima, il piccolo era stato trasportato in aereo da solo dal devastato distretto settentrionale di Rasuwa con una gamba rotta e tagli sul viso, mentre la madre, Matti Maya Tamang, 28 anni, si spostava da un rifugio all’altro e da un punto di raccolta all’altro alla ricerca dei suoi due figli scomparsi.

Gli ultimi aggiornamenti delle autorità locali parlano di 752 vittime e oltre 2500 dispersi. Quindi il bilancio, purtroppo, potrebbe aumentare, ma le squadre continuano a lavorare senza sosta.

Fonti: Reuters / CNA/Facebook / BBC / BBC News/Instagram / CCTV/X

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