Torna l’incubo della peste suina africana a Roma: confermato il primo caso su un cinghiale, scatta la zona rossa

L’incubo epidemiologico torna a minacciare il Lazio e la sua filiera zootecnica. A circa 20 chilometri a nord della Capitale, nel comune di Riano, è stata individuata la carcassa di un cinghiale travolta verosimilmente da un’automobile nelle campagne vicine a via della Strada Vecchia, a breve distanza dalla strada provinciale Rianese.

Le analisi condotte sui resti dell’animale, recuperato il 20 agosto, hanno confermato la positività alla peste suina africana (PSA), ponendo fine ai mesi di tregua registrati nella regione ed azzerando i progressi dichiarati dal ministro della Salute Orazio Schillaci, che nel 2025 aveva festeggiato l’uscita dell’area romana dalla cosiddetta zona rossa.

Scatta il protocollo d’emergenza della Asl Roma 4

Il rinvenimento ha spinto le autorità locali a decretare immediatamente la zona rossa nell’area di Riano, un territorio caratterizzato da un’elevata densità di ungulati e da quasi un centinaio di sinistri stradali collegati alla fauna selvatica. Per verificare se si tratti di un caso isolato o dell’insorgenza di un nuovo focolaio epidemico, i tecnici della Asl Roma 4 hanno avviato un piano straordinario di sorveglianza epidemiologica avvalendosi di cani molecolari per perlustrare i boschi. Inoltre, gli operatori sanitari hanno pianificato un sopralluogo tecnico presso l’ecocentro di Castelnuovo di Porto, situato in via Piana Perina, per attrezzare la struttura allo smaltimento ed al trattamento delle carcasse infette.

La minaccia per gli allevamenti suinicoli e il branco a Prima Porta

Sebbene la peste suina africana non sia in alcun modo trasmissibile all’uomo e non presenti rischi per la salute pubblica, la carica virale possiede un indice di mortalità devastante per i cinghiali e per i suini domestici. Il contagio avviene tramite feci e saliva, minacciando direttamente le aziende zootecniche del territorio.

Parallelamente al caso di Riano, la presenza di questi animali nelle aree urbane continua a destare preoccupazione: nel pomeriggio di domenica 30 agosto 2026, un intero branco di cinghiali composto da cinque esemplari tra adulti e cuccioli è stato avvistato e ripreso dai pendolari mentre attraversava le corsie dei bus a Prima Porta.

Raccomandazioni e norme di biosicurezza per la popolazione

Per contenere la possibile dispersione del patogeno ad opera dei visitatori, gli enti regionali hanno disposto l’adozione di rigorose misure di prevenzione. Chiunque pratichi attività escursionistiche o di trekking nelle zone boschive del comprensorio deve attenersi strettamente ai sentieri tracciati, tenere i cani al guinzaglio e parcheggiare i veicoli unicamente nelle aree autorizzate. Al termine delle passeggiate, è fortemente raccomandata la disinfezione di calzature e capi d’abbigliamento per impedire che il virus possa essere trasportato meccanicamente verso altre zone o impianti di allevamento.

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