La tensione diplomatica tra Washington e Ottawa raggiunge livelli senza precedenti e lo fa (anche) attraverso un botta e risposta sui social. Tutto è partito dall’assurda decisione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump che ha firmato il 27 agosto 2026 un ordine esecutivo allo scopo di rinominare ufficialmente il Lago Ontario in Lago America all’interno dei documenti e delle carte geografiche federali statunitensi.
Il provvedimento impone al segretario dell’Interno Doug Burgum di aggiornare entro 30 giorni il System Information Geographic Names, l’archivio federale ufficiale delle denominazioni. La decisione giunge al culmine di una dura disputa commerciale, scaturita dall’imposizione da parte americana di dazi del 50% su un valore complessivo di 20 miliardi di dollari di merci canadesi. In risposta, il governo canadese ha già annunciato contromisure tariffarie speculari fino a 27,6 miliardi di dollari canadesi valide a partire dal mese di settembre.
EFFECTIVE IMMEDIATELY: Lake Ontario is renamed to LAKE AMERICA!
pic.twitter.com/ZFww8PexiW — The White House (@WhiteHouse) August 27, 2026
La reazione di Doug Ford e Mark Carney lungo il confine
Le istituzioni canadesi hanno reagito con fermezza ed immediatezza alla mossa della Casa Bianca. Il premier della provincia dell’Ontario Doug Ford ha fatto installare sulle sponde canadesi un imponente cartello recante la scritta “Lake Ontario. Now and Always” (“Lago Ontario. Ora e sempre”), rivendicando la sovranità storica del luogo. Alle contestazioni di Doug Ford si sono unite le dichiarazioni ufficiali del primo ministro canadese Mark Carney, il quale ha ricordato come il termine derivi dalla parola indigena wendat Ontari’io, in uso da oltre quattro secoli e quindi antecedente alla nascita di entrambe le nazioni. Sul piano tecnologico, la società Google ha adeguato l’applicazione Google Maps mostrando il nome Lake America agli utenti residenti negli Stati Uniti, mantenendo Lake Ontario per il pubblico canadese e mostrando entrambe le nomenclature nel resto del mondo.
Provocazioni digitali e la triste deriva della geopolitica
La controversia ha assunto contorni grotteschi anche sulle piattaforme digitali, dove Donald Trump ha diffuso video generati dall’intelligenza artificiale in cui distrugge l’insegna canadese al ritmo del brano YMCA. Questo episodio, che segue la precedente decisione americana di rinominare il Golfo del Messico in Golfo d’America, riflette una sconcertante deriva unilaterale della diplomazia contemporanea.
La pretesa di Trump di poter riscrivere a proprio piacimento la geografia del pianeta rivela un’idea assolutistica del potere, in cui la storia e il diritto internazionale vengono subordinati all’umore del singolo capo di Stato. Proprio per questo, di fronte ad atteggiamenti che scambiano la governance globale per un’arena personale, la ferma opposizione sollevata dai vertici del Canada è un fondamentale atto di resistenza democratica e rispetto della dignità delle nazioni e non può che meritare un plauso.