Niente volo per l’ex campionessa paralimpica, Patrizia Saccà resta a terra: “la sedia a rotelle elettrica non è in regola”

Una mattinata di tensione e disagi ha trasformato una normale partenza in una lunga attesa allo scalo piemontese. Patrizia Saccà, icona dello sport italiano e medaglia di bronzo nel tennistavolo ai Giochi paralimpici di Barcellona 1992, è rimasta a terra all’aeroporto di Torino Caselle, impossibilitata a salire sul volo Ryanair diretto a Crotone.

Presentatasi con un’ora e venti minuti di anticipo rispetto all’orario di imbarco previsto per le 09:50, l’ex atleta si è diretta alla Sala Amica, la struttura dedicata ai passeggeri con mobilità ridotta, portando con sé le schede tecniche del proprio ausilio. A bloccare la procedura è stata la batteria al litio da 300 wattora integrata nel ruotino elettrico agganciato alla sedia a rotelle, un dispositivo dal peso complessivo di 20 chili che rispetta la soglia massima fissata dalle direttive IATA. Durante le operazioni di accettazione, gli operatori hanno sollevato perplessità sulla conformità della strumentazione.

La chiusura del volo e l’attesa dello scalo

Nonostante la presentazione dei documenti ufficiali e le richieste di chiarimento con il personale di scalo, le verifiche si sono protratte fino alle 09:20, momento in cui il gate è stato chiuso definitivamente. L’ex consigliera della giunta nazionale del Comitato Italiano Paralimpico, forte di una carriera di quasi 30 anni e di oltre un migliaio di trasferte aeree internazionali all’attivo, ha espresso tutta la propria amarezza per l’incomprensione procedurale.

Rimasta bloccata all’interno dell’aerostazione per l’intera giornata, Patrizia Saccà ha potuto individuare una soluzione alternativa solo nel tardo pomeriggio grazie all’assistenza di un’addetta alla biglietteria, la quale ha rintracciato un itinerario sostitutivo verso lo scalo di Lamezia Terme. Richiamando un episodio analogo avvenuto a Monaco di Baviera nel dicembre 2024, l’atleta ha ribadito la volontà di fare chiarezza sulle procedure di imbarco degli ausili medici affermando:

Non cerco colpevoli. Cerco risposte.

Le verifiche di Sagat e il silenzio del vettore

La vicenda ha riacceso il dibattito sull’applicazione dei regolamenti dedicati ai passeggeri con disabilità e sulla gestione dei dispositivi di mobilità assistita in ambito aeroportuale. La Sagat, società di gestione dello scalo di Torino, ha espresso formale rammarico per l’episodio, avviando un’indagine interna per ricostruire la catena di comunicazioni tra la gestione terra e il vettore aereo. La società ha ricordato l’importanza di presentarsi con largo anticipo e con tutta la documentazione tecnica certificata anche in caso di accettazione online già effettuata. Nessuna presa di posizione ufficiale è invece pervenuta da Ryanair, che ha preferito non rilasciare commenti sulle contestazioni mosse alla passeggera.

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