Ventisettemilacinquecento nascite in un anno, il numero più basso mai registrato a Singapore. Il tasso di fecondità è sceso a 0,87 figli per donna nel 2025, un decimo in meno rispetto allo 0,97 del 2024 e ben lontano dall’1,24 di dieci anni fa, come ha comunicato a febbraio in parlamento il vice primo ministro Gan Kim Yong. Senza correttivi, ha avvertito Gan, la popolazione di cittadini singaporiani inizierà a ridursi già dai primi anni Quaranta. È in questo scenario che il primo ministro Lawrence Wong ha annunciato, durante il tradizionale discorso per la festa nazionale del 23 agosto, il pacchetto di sostegno alle famiglie più ampio degli ultimi anni. Si chiama SG Child Support Package e secondo il comunicato ufficiale del National Population and Talent Division sostituisce i due schemi precedenti, il Baby Bonus e il Large Families Scheme, con un unico sistema uguale per ogni figlio, indipendentemente dall’ordine di nascita.
Come funziona il nuovo sostegno
Il pacchetto vale fino a 62mila dollari di Singapore a bambino, distribuiti in più tranche fino al compimento dei 17 anni: un “baby gift” da 10mila dollari entro il primo anno di vita, poi 32mila dollari in “child credits” erogati a 2mila dollari l’anno dal compimento del primo al sedicesimo compleanno, un contributo di 5mila dollari sul Child Development Account e fino a 5mila dollari di co-finanziamento statale sullo stesso conto, infine un versamento di 10mila dollari sul fondo per l’istruzione post-secondaria quando il figlio arriva a 17 anni. Sommando questi importi ai benefici già esistenti (il contributo sanitario di 5mila dollari alla nascita e i fondi Edusave lungo il percorso scolastico) ogni bambino singaporiano riceverà nel complesso circa 70mila dollari di sostegno diretto, pari a circa 47mila euro al cambio attuale. Le famiglie numerose, con tre o più figli, non perdono terreno: oltre alla base comune a tutti i bambini, continueranno a ricevere aiuti aggiuntivi su spese sanitarie, trasporti ed edilizia abitativa, con i dettagli che verranno definiti nei prossimi mesi.
Congedi più lunghi e asili nido più economici
Il piano non si limita ai trasferimenti in denaro. I congedi per la cura dei figli, oggi fissati a sei giorni l’anno per genitore, saliranno a 8, 10 o 12 giornate a seconda che la famiglia abbia uno, due o tre e più figli under 12, e lo Stato rimborserà per intero il costo di questi congedi alle aziende, che finora dovevano farsi carico di una parte delle prime settimane. Cambia anche il capitolo degli asili: le rette a tempo pieno negli istituti convenzionati scenderanno progressivamente fino a 150 dollari al mese per la scuola dell’infanzia e 300 per il nido, con l’obiettivo di raggiungere questi livelli entro il 2030 — meno della metà delle tariffe attuali. Chi ha un reddito più basso pagherà comunque cifre inferiori. Dal 2027, inoltre, le famiglie con figli avranno una possibilità aggiuntiva nel sorteggio per l’assegnazione degli alloggi pubblici BTO.
Un problema che dura da decenni
Non è la prima volta che Singapore prova a correggere la rotta e da anni il governo del People’s Action Party, al potere dal 1965, alterna bonus alla nascita ed estensioni dei congedi senza che il tasso di natalità risalga in modo stabile. Il ministro Indranee Rajah, che presiede il gruppo di lavoro interministeriale sul tema, ha parlato di “cambiamento significativo nel modo in cui il governo sostiene le famiglie”, pur ammettendo che nessuna singola misura può bastare da sola. Nel frattempo la città-Stato è già diventata una società “super-anziana” secondo i parametri delle Nazioni Unite, una soglia che il ministro della Salute Ong Ye Kung ha confermato esser raggiunta lo scorso marzo, con oltre un quinto della popolazione sopra i 65 anni.