Non solo Monet e Kandinsky: le più belle mostre da non perdere a settembre

Settembre è il mese in cui l’arte torna a occupare musei, fondazioni e palazzi storici con un calendario particolarmente ricco. Nel 2026, poi, la scelta è davvero ampia: si passa dalla fotografia alla pittura, dal Surrealismo all’astrazione, fino all’artigianato contemporaneo e alle installazioni immersive.

Da Venezia a Roma, passando per Parma, Milano, Ferrara, Bologna e Modena, sono numerose le mostre che possono diventare il pretesto per una gita o un weekend culturale. Ecco alcuni degli appuntamenti più interessanti da segnare in agenda.

Homo Faber 2026 a Venezia

Per tutto settembre Venezia ospita Homo Faber 2026 – An Island of Light, quarta edizione della biennale internazionale dedicata all’alto artigianato contemporaneo.

Dal 1° al 30 settembre 2026, gli spazi della Fondazione Giorgio Cini, sull’Isola di San Giorgio Maggiore, si trasformano in un percorso costruito intorno al rapporto fra luce, materia e lavoro manuale. La direzione artistica è affidata a Es Devlin, artista e scenografa britannica conosciuta per le sue spettacolari installazioni. Il progetto comprende 15 ambienti immersivi e centinaia di creazioni realizzate da artigiani provenienti da diversi Paesi.

Non si tratta quindi soltanto di osservare oggetti di particolare pregio: dimostrazioni dal vivo, laboratori ed esperienze permettono di entrare nel processo creativo e comprendere quanto sapere manuale, ricerca e innovazione possano ancora dialogare.

La Biennale Arte 2026 anima Venezia fino a novembre

Chi arriva a Venezia per Homo Faber può approfittarne per visitare anche uno dei principali appuntamenti internazionali dell’anno: la 61ª Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia. L’edizione 2026, intitolata “In Minor Keys”, nasce dal progetto curatoriale di Koyo Kouoh ed è visitabile fino al 22 novembre 2026.

Il percorso si sviluppa principalmente tra Giardini e Arsenale, oltre a coinvolgere Forte Marghera e numerosi altri luoghi della città.

Settembre è un mese particolarmente interessante per visitarla anche per una questione pratica: fino al 27 settembre resta in vigore l’orario estivo, mentre all’Arsenale il venerdì e il sabato sono previste aperture prolungate fino alle 20. Per affrontare la Biennale senza trasformarla in una corsa contro il tempo, vale la pena dedicare almeno una giornata a uno dei due poli principali e, se possibile, distribuire Giardini e Arsenale su giornate differenti.

Man Ray a Parma

mostra may parma

@magnanirocca/facebook

Tra le esposizioni più attese dell’autunno c’è “Man Ray: tutto”, in programma alla Fondazione Magnani-Rocca di Mamiano di Traversetolo, in provincia di Parma, dal 12 settembre al 13 dicembre 2026. Il titolo chiarisce subito l’ambizione del progetto: raccontare Man Ray senza ridurlo esclusivamente alla fotografia, linguaggio con cui viene identificato più frequentemente.

La retrospettiva riunisce oltre 250 opere tra fotografie, dipinti, sculture, oggetti, grafiche, libri e film, offrendo uno sguardo molto più ampio sulla produzione dell’artista americano. A cinquant’anni dalla sua morte, l’esposizione permette così di ripercorrere la continua sperimentazione di un protagonista che attraversò Dadaismo e Surrealismo rifiutando, di fatto, di rinchiudersi in una sola disciplina.

Kandinsky torna protagonista a Roma

Dal 15 settembre 2026 al 14 febbraio 2027, Palazzo Bonaparte a Roma dedica una grande retrospettiva a Vassily Kandinsky. La mostra segue il percorso che portò l’artista dall’esperienza figurativa alla costruzione di un linguaggio nel quale colore, linea e forma acquistano una progressiva autonomia rispetto alla rappresentazione della realtà. Uno degli aspetti più affascinanti della sua ricerca resta il rapporto con la musica. Kandinsky concepiva infatti la pittura come un linguaggio capace di produrre effetti interiori analoghi a quelli generati dai suoni, contribuendo così in modo decisivo alla nascita dell’astrattismo europeo. Per Roma si tratta di un ritorno importante, a distanza di molti anni dall’ultima grande esposizione cittadina dedicata all’artista.

A Roma anche Marialba Russo con “Sguardo rovescio”

Dal 24 settembre 2026 al 31 gennaio 2027 il MACRO presenta “Marialba Russo. Sguardo rovescio”, prima grande mostra museale italiana dedicata alla fotografa.

La sua ricerca, sviluppata soprattutto a partire dalla fine degli anni Sessanta e negli anni Settanta, si muove sul confine tra fotografia, osservazione sociale e antropologia visiva. La mostra riunisce diversi nuclei del suo lavoro e permette di riscoprire immagini legate al travestimento, alla ritualità, al corpo e alle feste popolari. Sono temi che oggi appaiono estremamente contemporanei, soprattutto quando riguardano la costruzione dell’identità e del genere, ma che Russo aveva iniziato a interrogare fotograficamente già molti decenni fa.

Dalí e la moda a Milano

Milano inaugura la stagione autunnale di Palazzo Reale con un appuntamento che mette in comunicazione arte, Surrealismo e costume. Dal 24 settembre 2026 al 31 gennaio 2027, “Dalí e la Moda” porta nelle sale del museo più di 200 opere e documenti fra dipinti, disegni, fotografie, abiti, filmati, gioielli e oggetti. L’obiettivo è raccontare un aspetto meno conosciuto della produzione di Salvador Dalí: il rapporto con il mondo della moda, con il corpo e con la costruzione dell’immagine.

Scarpe, abiti, accessori e gioielli entrano nell’universo surrealista dell’artista e permettono di ricostruirne anche le collaborazioni con stilisti, fotografi e maison. È una mostra particolarmente interessante per chi conosce soprattutto il Dalí pittore e vuole invece scoprire quanto il suo immaginario abbia influenzato campi molto diversi dalle arti figurative tradizionali.

Da Monet a Van Gogh e Kandinsky a Ferrara

monet ninfee

@Musée Marmottan Monet via Padova Cultura

Dal 19 settembre 2026 al 10 gennaio 2027, Palazzo dei Diamanti a Ferrara propone “Da Monet a Van Gogh a Kandinsky. Nuovi sguardi sulla natura e la modernità”.

Il percorso riunisce circa 120 tra dipinti, disegni e incisioni e segue una trasformazione fondamentale nella storia dell’arte europea: quella che porta dalla rappresentazione della natura ottocentesca alla progressiva dissoluzione della realtà visibile che caratterizzerà le avanguardie.

Accanto a Monet, Van Gogh, Kandinsky e Mondrian compaiono artisti come Courbet, Renoir, Degas e Picasso, oltre ai protagonisti italiani dei Macchiaioli, del Divisionismo e del Futurismo. Più che una semplice successione di grandi nomi, l’esposizione punta dunque a raccontare come sia cambiato, tra Ottocento e Novecento, il modo di guardare il paesaggio, la città e la realtà.

Le macchine di Leonardo arrivano a Bologna

Sempre il 24 settembre 2026 apre a Palazzo Pallavicini di Bologna la mostra “Le macchine di Leonardo da Vinci. Genio e innovazione”, visitabile fino al 17 gennaio 2027. Il percorso presenta oltre trenta ricostruzioni ispirate ai disegni e ai codici leonardeschi. Volo, acqua, movimento, meccanica, guerra e lavoro diventano così le tappe di un viaggio nel pensiero progettuale di Leonardo. L’interesse della mostra sta soprattutto nella possibilità di passare dal disegno al modello tridimensionale: ciò che sulla carta appare come intuizione tecnica prende forma davanti al visitatore e rende più immediato comprendere il metodo di osservazione e progettazione leonardesco.

Robert Doisneau a Modena

Robert Doisneau

@Flickr

La fotografia torna protagonista anche a Modena, dove dal 24 settembre 2026 al 24 gennaio 2027 il Palazzo dei Musei ospita una retrospettiva dedicata a Robert Doisneau. Sono circa 150 le fotografie selezionate dalla collezione dell’Atelier Robert Doisneau di Montrouge. Al centro c’è naturalmente Parigi, ma soprattutto ci sono le persone che la abitano: bambini, lavoratori, coppie, passanti e personaggi incontrati per strada.

Doisneau ha trasformato la quotidianità urbana in un grande racconto fotografico fatto di ironia, tenerezza, coincidenze e piccoli momenti apparentemente insignificanti. Proprio questa capacità di trovare qualcosa di straordinario nella normalità rende le sue immagini ancora oggi immediatamente riconoscibili.

I Brueghel a Palazzo Reale

Milano chiude settembre con un’altra importante apertura. Dal 29 settembre 2026 al 31 gennaio 2027, Palazzo Reale ospita “I Brueghel. Le origini dei generi pittorici in Europa”.

La mostra riunisce oltre 80 opere tra dipinti, stampe e disegni per raccontare una delle famiglie artistiche più influenti della pittura europea. Il percorso non è incentrato soltanto sui singoli protagonisti della dinastia, ma sul ruolo che i Brueghel ebbero nello sviluppo di generi destinati ad avere enorme fortuna: dal paesaggio alle scene di vita quotidiana, dalla natura morta alle battaglie. È quindi un’occasione per osservare come soggetti un tempo considerati secondari abbiano progressivamente conquistato autonomia e dignità all’interno della pittura europea.

La particolarità del calendario di settembre sta nella varietà delle proposte. Chi preferisce i grandi protagonisti del Novecento può scegliere Man Ray, Kandinsky o Dalí; chi ama la fotografia può puntare su Marialba Russo e Robert Doisneau; mentre Venezia permette di combinare arte contemporanea, artigianato e installazioni attraverso Biennale e Homo Faber.

Per le mostre più attese, soprattutto nei fine settimana, acquistare il biglietto con qualche giorno di anticipo può inoltre evitare code e permettere di organizzare il resto della giornata con maggiore libertà.

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