Italia da record ai Giochi del Mediterraneo 2026! Altro che sport “minori”: bottino da 224 medaglie e primo posto assoluto  

La ventesima edizione dei Giochi del Mediterraneo, ospitata nella splendida cornice pugliese di Taranto, si chiude con un’impresa senza precedenti per la spedizione azzurra. Per la prima volta nella storia delle manifestazioni multidisciplinari, la delegazione italiana ha superato la soglia simbolica dei 200 podi, polverizzando il precedente primato di Bari 1997 (193 medaglie).

Sotto la guida organizzativa del segretario generale del CONI Carlo Mornati, gli atleti italiani hanno collezionato un bottino record di 224 medaglie complessive, ripartite in 74 ori, 78 argenti e 72 bronzi. Un risultato straordinario che ha garantito la vittoria del medagliere per la sesta volta consecutiva, staccando nettamente la Turchia, ferma al secondo posto con 111 allori totali, la Grecia a quota 71 e la Francia piazzatasi quarta.

Le imprese dei nostri azzurri

Il cammino trionfale ha visto impegnati 497 atleti italiani guidati dai portabandiera Gianmarco Tamberi e Filippo Tortu durante la cerimonia d’apertura. A spingere l’Italia verso la vetta del medagliere è stata una squadra straordinaria, capace di dominare in vasca, in pista e sulle pedane. Il nuoto si è confermato il vero e proprio motore della spedizione: Alberto Razzetti e Viola Magoga sono stati i re incontrastati della vasca con ben tre ori a testa, affiancati dalle doppiette dorate di Lisa Angiolini, Noemi Cesarano e Gabriele Mancini. Nella ginnastica artistica è esplosa la stella della giovanissima Benedetta Gava, trascinatrice assoluta con tre primi posti tra volteggio, corpo libero e concorso a squadre.

L’atletica leggera ha regalato emozioni a raffica, coronate dal trionfo di Gianmarco Tamberi nel salto in alto, dalle stoccate di Nicholas Ponzio nel peso e di Sara Fantini nel martello, oltre alle vittorie nei 400 ostacoli di Ayomide Folorunso e nei 200 metri di Vittoria Fontana. Ottime notizie anche dal ciclismo su strada, che ha dominato le prove in linea con Rachele Barbieri e Tommaso Dati, mentre i canottieri Elena Sali, Melissa Schincariol, Tito Christoforakis e Giovanni Borgonovo hanno portato al trionfo i doppi pesi leggeri.

Negli sport da combattimento il pugilato ha calato un poker d’oro da applausi guidato da Irma Testa con Melissa Gemini, Sirine Charaabi e Gabriele Guidi Rontani, mentre la pesistica ha trovato in Martina Chiacchio e Sergio Massidda i suoi punti di forza. A completare il quadro di un’edizione memorabile ci hanno pensato il tennis — con l’oro in singolare di Noemi Basiletti e nel doppio misto della coppia Vittoria Paganetti–Filippo Romano — fino alle grandi gioie arrivate dagli sport di squadra, sigillate dai titoli della pallamano femminile e del Settebello nella pallanuoto maschile, l’ultima medaglia arrivata.

Il trionfo degli sport “minori” e la chiosa della pallanuoto

Questa pioggia di allori dimostra la salute eccezionale del movimento sportivo italiano multidisciplinare. Un trionfo grazie agli sport erroneamente considerati “minori”, spesso lontano dai riflettori del calcio ma con atleti, come abbiamo visto, capaci di dominare la scena internazionale. L’Italia ha firmato una pagina d’autore memorabile e leggendaria: un’ondata travolgente d’entusiasmo, talento e orgoglio tricolore che fa sognare in grande tutti noi verso i prossimi traguardi olimpici!

Fonte: Coni

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