Nelle prime ore del 31 agosto 2026 il cielo sopra Changzhou, nella provincia cinese di Jiangsu, ha cambiato colore in pochi minuti. Prima rosa, poi di un rosso molto più intenso, abbastanza da far partire telefoni e video. Poco dopo sono arrivati tuoni e pioggia battente. La sequenza è spettacolare; il cielo, però, non aveva deciso di mettersi a fare il trailer del temporale.
La perturbazione era già attesa. La sera precedente, alle 19:59 del 30 agosto, l’Osservatorio meteorologico di Changzhou aveva alzato a gialla l’allerta per forti piogge: nelle ore successive erano previste localmente precipitazioni superiori a 100 millimetri in sei ore oppure 50 millimetri in una sola ora, con fulmini e forti raffiche associate ai temporali. L’avviso è stato diffuso anche dalla National Emergency Broadcasting Network cinese.
La fisica dietro quel cielo rosso
La spiegazione comincia dal Sole, che a quell’ora si trovava molto basso sull’orizzonte. Quando la luce solare attraversa l’atmosfera con un angolo così radente deve percorrerne uno strato maggiore. Le lunghezze d’onda più corte, soprattutto quelle blu, vengono disperse più facilmente dalle molecole dell’aria attraverso la cosiddetta diffusione di Rayleigh. Alla nostra vista rimangono quindi in proporzione più rossi, arancioni e gialli.
È lo stesso meccanismo che rende così colorate molte albe e tramonti. La NASA spiega che, con il Sole vicino all’orizzonte, la maggiore quantità di atmosfera attraversata disperde una parte più consistente della luce blu, lasciando passare maggiormente le lunghezze d’onda rosse e gialle. Polveri e altri aerosol sospesi possono accentuare ulteriormente l’effetto.
Nel caso di Changzhou c’era anche parecchio materiale su cui far lavorare la luce. Un’atmosfera associata a forti temporali contiene nubi dense, goccioline d’acqua e particelle capaci di riflettere e diffondere la radiazione solare. La NASA Earth Observatory ricorda che anche le goccioline presenti nelle nubi modificano il modo in cui la luce viene dispersa. Con il Sole bassissimo e una massa nuvolosa in avvicinamento, il risultato può diventare molto più vistoso del normale.
Il temporale era già in arrivo
La vicinanza temporale tra il cielo rosso e il nubifragio ha reso le immagini ancora più impressionanti. Qui, però, conviene separare due fenomeni che si sono trovati nello stesso fotogramma. Il rosso nasce dalle condizioni ottiche dell’atmosfera; la pioggia dalle dinamiche meteorologiche della perturbazione in transito.
Quelle stesse condizioni possono incontrarsi facilmente poco prima di un temporale all’alba: molte nubi, particelle e goccioline sospese, un Sole ancora vicino all’orizzonte e qualche apertura sufficiente a far entrare la sua luce. Il risultato è un’enorme superficie nuvolosa che prende colore quasi tutta insieme.
La NASA, va precisato, non ha analizzato direttamente l’episodio di Changzhou. Le sue spiegazioni riguardano il meccanismo fisico generale che produce cieli rossi e arancioni all’alba e al tramonto. Per questo parlare di una specifica “spiegazione della NASA” dell’evento cinese allargherebbe un po’ troppo il credito: la fisica è quella, l’episodio locale è stato osservato e descritto sul posto.
Il dettaglio più interessante resta forse quello arrivato diverse ore prima delle immagini. Mentre il cielo ancora faceva il cielo, l’osservatorio meteorologico aveva già scritto nero su bianco che erano possibili piogge molto intense, fulmini e vento forte. Il rosso ha conquistato i video. L’allerta, assai meno fotogenica, era già lì dalla sera precedente.
必有大事?江蘇常州驚現血紅色天空 雷聲炸響
8月31日清晨,江蘇常州突現「血紅色天空」,房屋、道路被天光染紅,奇特景象持續約七八分鐘。
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— 新唐人電視台 (@NTDChinese) August 31, 2026