Vigili del Fuoco salvano un Bulldog inglese stremato sulle Dolomiti: ma era necessario esporlo a questi rischi con il caldo estremo?

Un’escursione ad alta quota lungo uno dei tracciati più panoramici delle Dolomiti ha rischiato di trasformarsi in tragedia per un esemplare di Bulldog inglese. L’episodio si è verificato sul sentiero del Viel dal Pan, l’itinerario che collega il Passo Pordoi al Passo Fedaia, dove l’animale, affaticato dal percorso e condizionato dal sovrappeso, si è fermato completamente privo di forze. Impossibilitato a trasportarlo autonomamente a valle, il proprietario ha chiesto aiuto alla centrale operativa, permettendo ai Vigili del Fuoco volontari di Canazei di raggiungere la quota, stabilizzare l’animale e condurlo in sicurezza verso la valle.

L’operazione ha suscitato accesi confronti sulle piattaforme social tra chi ha elogiato la prontezza dei soccorritori e chi ha contestato la scelta di portare un animale con tali caratteristiche fisiche lungo un tracciato impegnativo, suggerendo l’addebito delle spese di recupero. La squadra di Canazei ha replicato sottolineando il valore primario dell’assistenza, ribadendo che la priorità dei soccorritori resta l’aiuto a chiunque si trovi in difficoltà.

I rischi per le razze brachicefale (non solo in montagna)

La vicenda ha messo nuovamente in luce le criticità anatomiche che caratterizzano le razze definite brachicefale, come il Bulldog inglese, il Bulldog francese o il Carlino. La selezione genetica che ha portato all’incurvamento del cranio e all’accorciamento della canna nasale comporta frequenti anomalie come le narici stenotiche e l’allungamento del palato molle. Queste condizioni riducono significativamente il flusso d’aria nelle vie respiratorie, rendendo la ventilazione estremamente faticosa durante lo sforzo prolungato. Poiché i cani non possiedono ghiandole sudoripare diffuse e disperdono il calore corporeo quasi esclusivamente ansimando, la ridotta capacità respiratoria espone le razze a muso schiacciato a un rischio elevatissimo di colpo di calore, fattore ulteriormente aggravato da condizioni di sovrappeso, umidità e temperature elevate.

I limiti fisici in altitudine e la responsabilità dei proprietari

La difficoltà di gestione dello sforzo fisico in quota non riguarda esclusivamente le razze con conformazione cranica ridotta, ma investe la salute di qualsiasi animale sottoposto a sforzi superiori alla propria preparazione. Un caso analogo ha coinvolto Baloo, un Bovaro del Bernese di circa 50 kg rimasto bloccato in Liguria presso il Pian delle Figge, per il cui recupero notturno si è reso necessario un intervento di tre ore condotto dal Soccorso Alpino e dai Vigili del Fuoco. Episodi di questo tipo evidenziano la necessità di pianificare le escursioni valutando attentamente l’età, la razza, la struttura anatomica e il livello di allenamento del proprio animale, ponendo la tutela della salute della creatura al di sopra di qualsiasi itinerario sportivo o ricreativo.

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