Erba della pampa: perché tagliare i pennacchi adesso, prima che sia troppo tardi

Tra fine agosto e metà settembre i grandi ciuffi argentati della Cortaderia selloana completano la fioritura, e questo, per chi la coltiva in giardino, è il momento in cui bisognerebbe intervenire. Quelle piume decorative che tanto piacciono nei giardini mediterranei sono in realtà infiorescenze: una volta arrivate a maturazione producono semi leggerissimi, capaci di viaggiare col vento per centinaia di metri e di colonizzare scarpate, terreni incolti, argini fluviali, ovunque trovino un lembo di suolo nudo.

È il meccanismo che ha reso l’erba della pampa una delle piante ornamentali più problematiche d’Europa: bella da vedere, difficile da contenere. Ne avevamo già parlato in un approfondimento sui rischi di questa pianta per giardino e ambiente: foglie taglienti come lame, radici profonde che rendono l’estirpazione un lavoro tutt’altro che banale, capacità di resistere sia alla siccità sia al gelo.

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Volendo guardare al di fuori del territorio italiano, possiamo citare la Francia, dove il problema viene affrontato con uno strumento normativo preciso e dal 2023 un decreto ministeriale inserisce la specie tra quelle vietate, vendita e messa a dimora comprese. In Italia manca un provvedimento nazionale equivalente, e la pianta può essere tranquillamente acquistare nei vivai, anche se non vuol dire che sia innocua: la Cortaderia selloana compare da anni negli elenchi di flora aliena invasiva compilati per il territorio nazionale, e diverse amministrazioni regionali e comunali ne sconsigliano o limitano l’impianto in aree naturali e lungo le coste, dove il rischio di colonizzazione è più concreto. Le persone che la coltivano, insomma, non commettono alcun illecito, ma si ritroveranno a gestire una pianta che gli enti ambientali tengono sotto osservazione.

Come intervenire senza farsi male

Se non volete arrivare ad estirpare l’intero cespo potete limitarvi, per ora, a tagliare le infiorescenze prima che si aprano del tutto. Un paio di accorgimenti fanno la differenza: guanti robusti, perché i margini fogliari della pianta sono seghettati e capaci di incidere la pelle senza troppa fatica, e attenzione a non scuotere i pennacchi appena recisi, gesto che vanificherebbe l’operazione spargendo comunque i semi nell’aria.

Dopo il taglio, il compost è vietato

I pennacchi tagliati non vanno mai nel cumulo del compost domestico, dove i semi troverebbero condizioni ideali per germinare. La procedura corretta prevede di chiuderli in un sacco di plastica sigillato prima di smaltirli. Recandosi presso un centro di raccolta rifiuti, andrebbe segnalato all’operatore la natura del materiale, così da separarlo dal resto degli scarti vegetali. Per chi possiede un esemplare ormai adulto, con la touffe cresciuta da anni, l’estirpazione della ceppaia richiede spesso attrezzatura pesante: a quel punto, più che di giardinaggio, si tratta di un piccolo cantiere. Vale la pena ricordare che una singola infiorescenza matura può produrre diverse migliaia di semi e che la finestra utile per limitarne la diffusione è proprio questa, da qui a metà settembre. Dopo, il vento farà il resto.

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