Batterie scariche, non buttarle: Ripartono ‘Trova l’intruso’ e l’impegno per il riciclo

Le troviamo nascoste nei cassetti, dimenticate in fondo a un giocattolo rotto o, peggio ancora, gettate nell’indifferenziata. Parliamo delle batterie portatili esauste, piccoli oggetti che, se smaltiti in modo errato, possono avere un impatto significativo sull’ambiente. Per questo, il Centro di Coordinamento Batterie (già Centro di Coordinamento Nazionale Pile e Accumulatori – CDCNPA) ha rilanciato la campagna di comunicazione ‘Trova l’intruso’, una nuova edizione pensata per trasformare la consapevolezza in un gesto concreto: il corretto conferimento.

Dal 7 settembre e fino a dicembre, con una pianificazione interamente digitale, l’iniziativa si propone di aumentare la raccolta delle batterie esauste portatili in Italia, sottolineando l’importanza di portarle nei punti di raccolta dedicati, invece di lasciarle inutilizzate a casa o smaltirle con altri rifiuti.

Da ‘Trova l’intruso’ all’azione concreta

pile esauste

La nuova fase della campagna ‘Trova l’intruso’ rappresenta un’evoluzione del progetto già avviato. Se nella sua prima edizione si invitava a riconoscere le batterie scariche come ‘intrusi’ da rimuovere, ora il focus si sposta sull’azione da compiere. I nuovi visual mostrano una mano che recupera le batterie esauste e le deposita nell’apposito contenitore, illustrando in modo immediato il comportamento corretto.

Il messaggio è universale: una “mano aliena” è tra i protagonisti per sottolineare che l’appello è rivolto a tutti. Il nuovo claim ‘Un gesto, infinite storie’ riassume perfettamente l’obiettivo: non importa chi siamo o dove ci troviamo, ogni singolo gesto di riciclo contribuisce a una narrazione più ampia di sostenibilità e tutela ambientale. È un invito a contribuire concretamente all’economia circolare.

Perché è così importante smaltire correttamente le batterie

Smaltire correttamente le batterie esauste è un gesto semplice, ma dai benefici concreti e di vasta portata. Lo sottolinea anche Laura Castelli, presidente del Centro di Coordinamento Batterie:

“Informare i cittadini e i consumatori resta fondamentale, ma oggi è ancora più importante aiutarli a trasformare la consapevolezza in un comportamento quotidiano. Conferire correttamente una batteria esausta è un gesto semplice che produce benefici concreti: tutela l’ambiente, favorisce il recupero e il riutilizzo di materie prime e contribuisce al raggiungimento degli obiettivi europei di raccolta da cui l’Italia è ancora distante.”

Ogni batteria, infatti, contiene materiali preziosi come metalli pesanti (nichel, cadmio, piombo) e altri elementi che, se dispersi nell’ambiente, possono essere altamente inquinanti. Al contrario, il recupero e il riciclo di questi materiali consentono di reintrodurli nel ciclo produttivo, riducendo la necessità di estrarre nuove risorse e limitando l’impatto ambientale.

Dove e come conferire le batterie esauste

La campagna dedica particolare attenzione alla facilità con cui i cittadini possono partecipare. Sul territorio nazionale esistono oltre 15.000 punti di raccolta dedicati, inclusi i punti vendita della grande distribuzione e i centri di raccolta comunali. Trovare quello più vicino è semplicissimo grazie alla mappa interattiva disponibile sul sito www.raccogliamopiupile.it.

Questo strumento digitale è fondamentale per superare le scuse e rendere il conferimento delle batterie esauste un’abitudine accessibile a tutti, trasformando la teoria dell’economia circolare in pratica quotidiana.

Un impegno per l’economia circolare e un futuro più verde

La campagna ‘Trova l’intruso’ è solo una delle iniziative promosse dal Centro di Coordinamento Batterie per sostenere la crescita della raccolta delle batterie portatili esauste e accompagnare il sistema nazionale verso il raggiungimento dei target previsti dalla normativa europea. Un obiettivo ambizioso che richiede l’impegno di tutti.

Ogni volta che smaltiamo correttamente una batteria, contribuiamo a un futuro più sostenibile, proteggiamo il nostro ambiente e partecipiamo attivamente all’economia circolare. Un gesto piccolo, con un impatto enorme.

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