Dalle ferite lasciate da Vaia nasce la Foresta delle Stelle (dove ammirare il cielo e ricucire il nostro rapporto con la Terra)

A distanza di quasi 8 anni dalla devastante tempesta Vaia che colpì il Nord Italia, una delle aree boschive più ferite diventa un luogo di rinascita e connessione con la natura. In Val di Fiemme, tra le montagne del Lagorai e le Dolomiti Patrimonio UNESCO, sta prendendo forma un progetto che unisce riforestazione, divulgazione scientifica e tutela del territorio: nasce la Foresta delle Stelle, un nuovo spazio dove gli alberi torneranno a crescere insieme alla consapevolezza sul cambiamento climatico.

L’area, di circa 10 ettari, sarà popolata da 15mila nuovi alberi e attraversata da un sentiero storico riqualificato che collega Valmaggiore al suggestivo Lago di Moregna. Lungo il percorso sorgeranno installazioni divulgative e piccoli rifugi didattici realizzati con il legno recuperato dagli alberi abbattuti dalla tempesta, per accompagnare i visitatori alla scoperta del cielo, delle foreste e delle repentine trasformazioni che sta vivendo il nostro Pianeta a causa della crisi climatica.

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Il progetto “From wounds to wonder: rebuild, reforest, reconnect. A journey of recovery and learning in the Dolomites” nasce dalla collaborazione tra WOWnature di Etifor, spin-off dell’Università di Padova, e la Magnifica Comunità di Fiemme. Ed è sostenuto dalla Fondazione dei Dipendenti del Gruppo VKR attraverso il programma Reconnect with Nature, che permette ai dipendenti di VELUX di proporre iniziative dedicate alla cura del territorio.

I lavori di recupero sono già iniziati in Val di Fiemme e porteranno alla realizzazione della nuova foresta entro l’autunno del 2027. L’aspetto interessante è che si tratta di un percorso aperto e partecipato, che potrà crescere nel tempo grazie al contributo di altre organizzazioni locali, chiamate ad adottare ulteriori 5mila alberi e a contribuire alla rinascita di un ecosistema ferito.

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Dal disastro di Vaia a un nuovo bosco più resistente

La storia della Foresta delle Stelle nasce da una delle più grandi emergenze ambientali recenti sulle Alpi. Nell’ottobre del 2018 la tempesta Vaia si abbatté sul Nordest italiano con raffiche di vento fino a 200 km/h, distruggendo circa 42mila ettari di foreste in 494 comuni tra Trentino-Alto Adige, Veneto, Lombardia e Friuli-Venezia Giulia. Il bilancio fu desolante: circa 14 milioni di alberi vennero abbattuti nel giro di poche ore.

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Ad aggravare la situazione arrivò poi il bostrico tipografo (Ips typographus L.), un piccolo coleottero che attacca soprattutto l’abete rosso. Favorito dalla grande quantità di legname a terra e dagli alberi indeboliti, il parassita si è diffuso rapidamente causando la perdita di ulteriori aree boschive.

Dopo Vaia, molte aree non hanno bisogno solo di nuove piante ma di una vera ricostruzione dell’ecosistema forestale: scegliere specie adatte al territorio, favorire la biodiversità e accompagnare la crescita del nuovo bosco nel tempo. Ed è proprio ciò che i progetti portati avanti da WOWnature – in luoghi come la Val di Fiemme – stanno facendo, coinvolgendo associazioni e cittadini.

La nascente Foresta delle Stelle non sarà, infatti, una semplice “copia” del bosco com’era prima. L’obiettivo è creare un ecosistema più ricco e resiliente, capace di affrontare meglio le sfide del cambiamento climatico. Per questo verranno piantate diverse specie: accanto a larice e abete rosso troveranno spazio betulla, pado, acero montano e pino silvestre. Per quanto riguarda la disposizione delle piante, seguirà il modello della rinnovazione naturale dei boschi alpini; gli alberi saranno messi a dimora in piccoli gruppi vicino alle ceppaie degli alberi caduti, così da favorire un ambiente più equilibrato e vicino ai processi spontanei della natura.

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Un antico sentiero torna a vivere

La rinascita del territorio passa anche dalla valorizzazione della memoria storica. Il progetto prevede infatti il recupero del sentiero E339, un’antica mulattiera militare che oggi rappresenta un importante itinerario escursionistico tra Valmaggiore e il Lago di Moregna.

Gli interventi serviranno a rendere il percorso più sicuro e accessibile, senza comprometterne il valore paesaggistico e culturale. Saranno sistemati il fondo del sentiero, realizzate canalette per la gestione delle acque e la riduzione dell’erosione, inseriti gradini nei tratti più ripidi e ripristinati i punti maggiormente danneggiati. Un modo per restituire alle persone un luogo che non sia soltanto bello da attraversare, ma anche capace di raccontare la storia di un territorio e delle sue trasformazioni.

Guardare le stelle per comprendere meglio la Terra

La parte più originale e affascinante del progetto nasce proprio dalla ferita lasciata dalla tempesta. L’abbattimento degli alberi ha infatti aperto una visuale nuova sul cielo, trasformando una pesante perdita in un’occasione di scoperta. La Foresta delle Stelle ospiterà un percorso divulgativo dedicato all’astronomia, alle foreste e alla crisi climatica, realizzato con il contributo del progetto scientifico Chi Ha Paura Del Buio? e di professionisti dell’Università di Padova. L’idea è semplice ma potente: osservare l’immensità del cielo per tornare poi a guardare la Terra con occhi diversi.

“A noi astrofisici viene spesso chiesto qual è il senso di studiare l’universo e i suoi elementi, così distanti da noi. – spiega Matteo Miluzio, amministratore di Chi Ha Paura Del Buio? e Cavaliere al merito della Repubblica Italiana per il suo contributo alla diffusione della cultura scientifica. – Una delle risposte che si può dare a questa domanda è che lo studio dell’universo, paradossalmente, ci aiuta a comprendere meglio noi stessi e il nostro pianeta, e in generale ci aiuta ad adottare una prospettiva diversa sul nostro posto nell’immensità del cosmo.

Per questo motivo, prendendo ispirazione dalla Blue Marble, la celebre fotografia della Terra scattata nel 1972 dall’equipaggio dell’Apollo 17, che ha mostrato la fragilità, vulnerabilità e estrema bellezza della Terra, diventando velocemente un simbolo e un catalizzatore per i movimenti ambientalisti, il percorso divulgativo della foresta inviterà i visitatori, dopo aver guardato il cielo, a “girarsi” e rivolgere il proprio sguardo dal cielo alla Terra, dove troveranno gli effetti della tempesta Vaia, evento estremo che è entrato nella coscienza collettiva degli italiani come un simbolo della crisi climatica. Non sarà difficile cogliere l’invito a riflettere su di essa, sulla nostra fragilità e sulla necessità di prenderci cura di casa nostra”.

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Il percorso si chiude con le giovani piante messe a dimora per costruire il bosco di domani, più resistente e resiliente alle sfide legate alla crisi climatica, che galoppa in modo sempre più veloce e allarmante. “Dopo questa lunga e caldissima estate e a maggior ragione in questo luogo in cui le conseguenze del cambiamento climatico sono di fronte ai nostri occhi in tutta la loro potenza e gravità, è un privilegio poter contribuire ad un progetto così importante di recupero di un territorio a cui sono legata dai ricordi di una vita” commenta Michela Daniele, la dipendente VELUX che ha promosso la candidatura del progetto.

La Foresta delle Stelle vuole essere molto più di un intervento di riforestazione. Si appresta a diventare un simbolo della capacità della natura di rigenerarsi e, allo stesso tempo, un invito a riconoscere la responsabilità umana nella cura del pianeta. Ripristinare un bosco non significa semplicemente piantare alberi, ma creare le condizioni perché la biodiversità possa tornare a prosperare, costruire ecosistemi più forti e immaginare un futuro in cui anche dalle ferite più profonde possa nascere una nuova possibilità.

 

 

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