In Norvegia aprirà The Whale, il museo a forma di balena dedicato ai cetacei (mentre in mare la sanguinaria caccia continua)

300 chilometri sopra il Circolo Polare Artico, nell’isola norvegese di Andøya, l’architetta Dorte Mandrup ha firmato un’opera destinata a ridefinire il concetto di museo naturalistico. Il progetto, intitolato The Whale, aprirà i battenti il 4 giugno 2027 ad Andenes, un villaggio celebre per i suoi canyon sottomarini ricchi di nutrienti e frequentati da capodogli e megattere.

La struttura, i cui lavori sono iniziati a giugno 2025 dopo una lunga gestazione avviata con il concorso internazionale del 2019, si presenta come una gigantesca coda di balena che emerge direttamente dalle rocce costiere. Il tetto curvo, rivestito di pietre non lavorate e sostenuto da tre soli punti per liberare i 1.800 metri quadri interni da colonne, è interamente percorribile dai visitatori come una terrazza panoramica affacciata sulle Vesterålen, ideale per ammirare il sole di mezzanotte o l’aurora boreale.

Un viaggio multisensoriale tra scienza, arte e storia

L’esperienza interna, curata da Ralph Appelbaum Associates e Tamschick Media + Space, va ben oltre la tradizionale esposizione di reperti zoologici. Lo spazio offre gallerie con le novanta specie di cetacei esistenti, sculture a grandezza naturale, installazioni multisensoriali immerse nei suoni oceanici e aree dedicate all’anatomia e alla cooperazione tra i mammiferi marini. Il percorso dialoga con l’ecosistema turistico esistente, che include uscite in barca come quelle sulla M/S Reine al costo di 1.690 corone norvegesi (circa 155 euro), e si estende all’esterno con sentieri in pietra che conducono a pozze di marea e aree ristoro, richiamando la vicinanza con lo storico faro di Andenes attivo dal 1859.

Il profondo paradosso della caccia alle balene

Dietro il fascino per questo santuario architettonico e naturalistico, finanziato con biglietti d’ingresso a partire da 540 corone norvegesi (circa 49 euro), emerge tuttavia una drammatica e ineludibile contraddizione. Proprio in Norvegia, nazione che celebra e studia i cetacei attraverso avveniristici centri culturali, la caccia commerciale alle balene continua a rappresentare un sanguinoso massacro istituzionalizzato. Nonostante i divieti internazionali e la riprovazione globale contro la mattanza dei grandi mammiferi, il governo norvegese autorizza tuttora la cattura delle balene, trasformando la celebrazione artistica di questi giganti in un cortocircuito etico insostenibile per chiunque lotti per la loro protezione.

Un richiamo urgente alla tutela e al rispetto globale

La convivenza tra la glorificazione museale della specie e la spietata realtà della caccia commerciale non può che sollevare interrogativi profondi sul reale rispetto per la vita marina. Se da un lato il museo espone le ferite inferte dalla caccia baleniera industriale e promuove una nuova consapevolezza ecologica, dall’altro la continuità delle battute di caccia nei mari del Nord rende ipocrita ogni celebrazione. Visitare The Whale e solcare le acque di Andenes per ammirare i capodogli deve trasformarsi in un atto di pura coscienza critica, pretendendo la fine immediata di ogni forma di sfruttamento letale e riconoscendo finalmente a questi straordinari giganti il diritto inalienabile di vivere liberi negli oceani.

Fonte:The Whale

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