Chiunque abbia in frigorifero una caciotta di pecora Primo Sale del Caseificio Sabino Francesco farebbe bene a controllare il lotto prima di portarla in tavola. Il Ministero della Salute ha infatti pubblicato, nella giornata del 9 settembre, un avviso di richiamo per sospetta presenza di Listeria monocytogenes, il batterio che nei casi più gravi può causare listeriosi.
I dati del prodotto e il lotto interessato
Il richiamo riguarda la Caciotta di pecora Primo Sale, formaggio pecorino a pasta semidura prodotto e confezionato dal Caseificio Sabino Francesco nello stabilimento di Contrada Sansaniello, a Venosa, in provincia di Potenza (marchio di identificazione UE IT 17 4). Il prodotto si vende a peso, non in confezioni fisse, e per questo l’unico modo per verificare se si tratta di quello richiamato è controllare l’etichetta o lo scontrino d’acquisto. Il lotto sotto osservazione è il 432_01/06/2026, con termine minimo di conservazione fissato al 17 dicembre 2026.
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Perché la Listeria preoccupa
La Listeria monocytogenes è un batterio che sopravvive anche a temperature di refrigerazione, il che la rende particolarmente insidiosa nei prodotti caseari a pasta molle e semidura. Nella maggior parte delle persone l’infezione decorre come un banale disturbo gastrointestinale, ma in donne in gravidanza, anziani e soggetti immunodepressi può degenerare in forme sistemiche gravi. Da qui la scelta, definita precauzionale nell’avviso ministeriale, di ritirare il lotto prima che vengano confermati i risultati delle analisi.
Cosa fare se si possiede il prodotto
L’indicazione del Ministero è chiara: se avete acquistato la caciotta con quel lotto e quella scadenza non dovete consumarla ma riportarla al punto vendita, dove verrà rimborsata. Gli altri lotti del Caseificio Sabino Francesco non risultano coinvolti nel provvedimento.
Fonte: salute.gov.it
