A Torino chi non presenta l’ISEE paga la tariffa piena, senza eccezioni, mentre a Roma la domanda va rinnovata ogni anno e resta subordinata ad un’attestazione ISEE in corso di validità. Le agevolazioni per mensa e trasporto scolastico non sono un beneficio nazionale uniforme (come il bonus asilo nido gestito dall’INPS) perché sono servizi comunali, ed ogni ente fissa fasce di reddito e scadenze per conto proprio. La procedura di base, però, si ripete quasi ovunque.
Il primo passo è l’ISEE
Senza attestazione ISEE valida non si accede alle riduzioni, è la condizione di base richiesta praticamente da ogni Comune per applicare la tariffa agevolata. La DSU si presenta tramite il Portale Unico ISEE dell’INPS con SPID, CIE o CNS, oppure tramite un CAF. Nella versione precompilata l’Agenzia delle Entrate invia direttamente all’INPS i dati reddituali e patrimoniali già in suo possesso, al dichiarante resta da autorizzare la procedura per ogni componente maggiorenne del nucleo e verificare i dati prima dell’invio. L’attestazione rimane valida fino al 31 dicembre e va rinnovata ogni anno.
Le fasce di reddito e le scadenze
Ottenuto l’ISEE, la domanda va presentata al Comune di residenza tramite portali dedicati. Le fasce funzionano a scaglioni crescenti: a Sestri Levante, ad esempio, un ISEE fino a 4.863,08 euro dà diritto alla gratuità, tra 4.863,09 e 6.160,33 euro l’agevolazione scende al 70%, tra 6.160,34 e 7.456,52 euro al 50%, mentre a Cesano Maderno, per il 2026/27, gli scaglioni per mensa e trasporto arrivano fino a sei fasce, dalla riduzione del 70% per un ISEE sotto i 6.500 euro fino a nessuna agevolazione oltre i 35-45.000 euro a seconda del servizio A Roma, per il solo trasporto scolastico, la tariffa mensile parte dall’esenzione fino a 5.165 euro di ISEE e sale a scaglioni fino a un massimo di 59 euro oltre i 30.000 euro. Le scadenze contano quanto l’ISEE, perché determinano da quando parte lo sconto: molti Comuni applicano la riduzione dall’inizio dell’anno scolastico solo a chi presenta domanda entro l’estate, mentre chi arriva più tardi la vede scattare solo dai mesi successivi, o rischia di perderla del tutto. Conviene quindi muoversi appena si aprono i termini.
Dove informarsi
Le informazioni ufficiali si trovano sul sito del proprio Comune, sezione Scuola o Servizi Educativi: ogni ente pubblica un proprio avviso con moduli, scadenze e fasce ISEE aggiornate anno per anno. Meglio verificare sempre la delibera più recente prima di fare domanda, perché i criteri possono cambiare da un anno scolastico all’altro.