Cinquantamila passeggeri, secondo le stime di ItaliaRimborso, rischiano di trovarsi con un volo cancellato o in ritardo nell’ultima domenica di piena stagione estiva. Il 13 settembre il trasporto aereo italiano torna infatti a fermarsi, e questa volta la mobilitazione non riguarda un unico sciopero nazionale ma una sovrapposizione di agitazioni distinte, proclamate da sigle diverse e concentrate soprattutto su Roma, sulla Toscana e sulla Sardegna.
Chi incrocia le braccia e dove
Il fermo più esteso riguarda il personale di ADR Security negli aeroporti di Fiumicino e Ciampino: ventiquattro ore, dalla mezzanotte alla mezzanotte, proclamate da FAST-CONFSAL. Negli stessi scali, tra le 11 e le 15, si fermano anche i lavoratori di Aviation Services. A Pisa e Firenze lo stop del personale di Toscana Aeroporti, GH Toscana e Consulta dura quattro ore, sempre dalle 11 alle 15, ma la protesta lascia uno strascico più lungo: fino al 12 ottobre è prevista l’astensione dagli straordinari, il che significa che i disagi negli scali toscani potrebbero farsi sentire anche nelle settimane successive. A livello nazionale sciopera per ventiquattro ore anche il personale navigante di easyJet, con un’eccezione: i voli da e per Cagliari restano coinvolti solo nella fascia 11-15. Proprio nello scalo sardo, tra le 13 e le 17, si ferma il personale di sicurezza di Sogaer, mentre ad Alghero e Olbia lo stop di Sogeaal e Geasar copre l’intera giornata. Il quadro completo, aggiornato in tempo reale, resta consultabile sul portale degli scioperi del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
I voli garantiti e cosa fare prima di partire
Enac dovrebbe diffondere a breve, come da prassi, l’elenco dei collegamenti esclusi dallo sciopero, in genere quelli nelle prime ore del mattino e nella tarda serata. Nel frattempo le compagnie stanno già avvisando chi ha una prenotazione nella giornata critica, proponendo alternative dove possibile. Chiunque si ritroverà a volare nella giornata del 13 settembre farebbe bene a controllare lo stato del proprio volo inserendo il codice di prenotazione sul sito della compagnia o su quello dell’aeroporto di partenza, così da accorgersi per tempo di eventuali modifiche all’orario o alla rotta.
Cosa prevede la normativa in caso di cancellazione
Se il volo dovesse saltare, il passeggero avrebbe diritto alla riprotezione su un collegamento alternativo o, in mancanza, al rimborso integrale del biglietto. Qualora la compagnia non fornisse questa assistenza, sarebbe possibile organizzarsi da soli, anche acquistando un nuovo volo con un vettore diverso, a patto di conservare tutti gli scontrini delle varie voci, quindi trasferimenti, hotel, pasti e naturalmente il nuovo biglietto. Va detto che il Regolamento UE 261/2004 non riconosce la compensazione pecuniaria (quella che normalmente va da 250 a 600 euro) quando la cancellazione dipende da uno sciopero del comparto aereo italiano, circostanza che la normativa considera eccezionale. Resta però garantito il rimborso delle spese documentate necessarie per raggiungere la destinazione finale. Queste le dichiarazioni di Felice D’Angelo, CEO di ItaliaRimborso:
La stagione estiva ha evidenziato una crescita costante dei viaggiatori, ma parallelamente sono aumentati disservizi e scioperi, con passeggeri costretti a subire ritardi o cancellazioni. Chi non viene riprotetto può sostituirsi all’assistenza della compagnia, sostenere le spese per raggiungere la destinazione e successivamente avviare un reclamo di rimborso rivolgendosi al vettore o a una claim company come la nostra. In caso di sciopero non spetta la compensazione pecuniaria prevista dal Regolamento 261/2004, che va da 250 a 600 euro, ma esclusivamente il rimborso delle spese sostenute e documentate per raggiungere la destinazione.
Fonte: Comunicato Stampa ItaliaRimborso