Sulle scogliere di Ognina, a Siracusa, i rifiuti abbandonati da bagnanti e incivili non deturpano più il paesaggio, ma si trasformano in potenti strumenti di denuncia ecologica grazie al progetto GluDaMare. Ideato da Alessandro Torrisi – account manager di giorno e appassionato subacqueo nel tempo libero – l’iniziativa dà nuova vita a bottiglie di plastica, lattine, infradito e reti recuperati durante le mareggiate o le immersioni in apnea.
Accanto a lui, amici e parenti come Marco Torrisi, Eviana Fatina, Daniele Mascherucci, Luciano Catinella, Ivan Celano e Giorgio Corallo contribuiscono a dare forma a installazioni uniche. Il nome del progetto racchiude una triplice anima: l’onomatopea glu che evoca il mondo sottomarino, la provenienza dei materiali dal mare e l’affetto profondo d’amare verso la natura.
I totem ecologici e la battaglia contro i mozziconi
Simbolo di questa protesta visiva sono i totem di plastica, figure antropomorfe concepite per vigilare sulle coste e ammonire i passanti. Un esempio lampante è l’opera che utilizza come naso una bottiglia riempita interamente con i mozziconi di sigaretta raccolti in appena due metri quadri di scogliera, accompagnata da un cartello che ricorda l’enorme impatto globale di questi rifiuti. Attraverso laboratori creativi rivolti ai più piccoli, realizzati in collaborazione con la fondazione MEDSEA e l’associazione Rebelterra, l’artista promuove la consapevolezza ambientale e il consumo critico, insegnando a trasformare scarti in pesci, barche a vela e balene per riscoprire la meraviglia e il rispetto originario per gli oceani.
L’emergenza ecologica del Mediterraneo e il valore della tutela
Il percorso artistico si fonda su dati allarmanti forniti da Greenpeace, secondo cui negli oceani galleggiano oltre 5mila miliardi di frammenti plastici. In questo scenario, il Mar Mediterraneo rappresenta un ecosistema estremamente vulnerabile: pur coprendo appena l’1% delle acque mondiali, concentra oltre il 7% della microplastica globale.
Essendo un bacino semichiuso con un unico sbocco naturale nello stretto di Gibilterra, il ricambio completo delle sue acque richiede circa 80 o 100 anni, intrappolando definitivamente ogni rifiuto. Di fronte a questa emergenza, i totem posizionati lungo la costa siracusana non rappresentano soltanto un esercizio creativo, ma un severo monito ecologico per ricordare che proteggere il mare dipende unicamente dai nostri comportamenti quotidiani.