Dall’1 al 4 ottobre 2026 torna Orticolario con la sua sedicesima edizione e il tema “En rêverie”, un invito a guardare la natura con occhi diversi: non solo come qualcosa da coltivare o osservare, ma come una fonte inesauribile di forme sorprendenti, visioni e mondi possibili.
Al centro dell’edizione ci sono le piante fantastiche, specie reali che sembrano uscite da un sogno per le loro forme, colori e capacità di adattamento. Intorno a loro nasceranno installazioni artistiche, giardini visionari, incontri e laboratori.
Ecco sette motivi per cui Orticolario 2026 merita di essere segnato in agenda.
Vi perderete in un paesaggio fatto di sogni, radici e nebulose
Nel Padiglione Centrale prende forma Hypnos, l’installazione firmata da Mario Mariani e Matteo Boccardo che trasforma piante, legni e materiali naturali in un percorso da attraversare.
Una doppia spirale accompagna il visitatore tra sedici paesaggi diversi, costruiti con sabbie, radici, legni e vegetazione. A cambiare è soprattutto lo sguardo: la luce modifica forme e colori, facendo apparire gli elementi naturali come coralli, aurore boreali e paesaggi lontani.
Al centro dell’installazione trova spazio anche l’agorà culturale in bambù progettata da CanyaLab, dove si svolgono gli incontri con ospiti come Luigi Serafini, Alessandra Viola, Christophe Ségas e Tiziano Fratus.
Un consiglio: Hypnos merita di essere attraversato più di una volta, perché cambia con la luce e con il momento della giornata.
Scoprirete piante che sembrano arrivate da un altro pianeta
@Andrea Cattabriga
Troverete cactus dalle forme insolite, orchidee sorprendenti e specie tropicali che sembrano appartenere a un altro mondo. Eppure sono tutte piante reali, capaci di raccontare quanto la natura possa essere creativa e imprevedibile.
È questo il viaggio di Phantasos, l’area dedicata alle rarità botaniche: uno spazio dove ammirare specie fuori dal comune e scoprire le storie nascoste dietro il loro aspetto così particolare.
Quelle che sembrano forme “aliene” sono in realtà il risultato di migliaia di adattamenti: strategie sviluppate dalle piante per resistere, proteggersi e vivere in ambienti difficili.
Potrete entrare nei giardini dove il sogno diventa realtà
Oltre lo specchio @Manuel Rosin
A Orticolario il giardino è un luogo da attraversare, dove piante, materiali e percezioni trasformano lo spazio in un’esperienza.
È questa l’idea alla base del Concorso Internazionale Spazi Creativi, che per l’edizione 2026 ha invitato sette progettisti a interpretare il tema attraverso altrettanti paesaggi capaci di portare il visitatore fuori dalla quotidianità.
Ad esempio, in La nuvola, progettata da Daniele e Michele Mongera, si cammina dentro una distesa di Aster in fiore che sembra fluttuare. Le varietà Montecassino e Vasterival creano un paesaggio avvolgente, dove il percorso nella vegetazione accompagna verso una sensazione di leggerezza e sospensione, dando la sensazione di passeggiare tra le nuvole.
Con Oltre lo specchio di Manuel Rosin, il giardino diventa invece un passaggio verso un’altra realtà: un portale di tronchi intrecciati conduce in uno spazio senza geometrie rigide, tra siepi che sembrano aprirsi e richiudersi, graminacee ondeggianti e una pedana sospesa con un tavolo da tè che invita il visitatore a diventare parte della storia.
In Rosa velata, firmata da Jesus Sanz-Castro e Daniela Giraudo, il sogno prende la forma di una grande rosa da attraversare. Teli viola mossi dal vento avvolgono il percorso a spirale, mentre nebbie leggere, suoni e luci soffuse accompagnano il visitatore attraverso le quattro fasi del sonno, dall’addormentamento fino alla dimensione più profonda e visionaria del sogno.
Sono giardini che chiedono al pubblico di entrarci dentro e diventare parte dell’opera.
Entrerete in un mondo dove i fiori non esistono (ma sembrano veri)
Nell’atrio di Villa Erba il sogno diventa arte con Les Imaginaires, il progetto dell’artista francese Lau Cabantous insieme all’etnobotanica Lucia Papponi.
Il risultato è un moderno cabinet de curiosités popolato da fiori impossibili, forme ibride, fotografie, sculture organiche e testi. Durante la manifestazione l’opera si arricchisce anche di performance dal vivo.
Nel parco, invece, Rorschach Plant di Aurora Bresci gioca con la percezione attraverso composizioni botaniche simmetriche ispirate alle celebri macchie del test di Rorschach: davanti alla stessa forma ognuno può immaginare qualcosa di diverso.
Una stanza dove lasciarsi cullare
Tra le esperienze più intime di Orticolario 2026 c’è “Cullami nella stanza del sogno”, un percorso che unisce l’arte materica di Alessandra Lanza con una forma di ipnosi dolce curata da Margherita Sartori.
Uno spazio pensato per rallentare e ascoltare: un ambiente sospeso dove la percezione cambia ritmo e il visitatore viene accompagnato in un’esperienza tra veglia e sogno.
Al centro c’è “Cullami”, un’opera di Alessandra Lanza realizzata con terra cruda, pigmenti ed elementi vegetali. Le sue forme materiche avvolgono lo spazio e invitano alla contemplazione, insieme all’esperienza di ipnosi dolce guidata da Margherita Sartori, pensata come un momento di ascolto profondo attraverso cui lasciarsi guidare da immagini, sensazioni e memorie.
Creerete con le vostre mani piante e oggetti ispirati ai sogni (anche per i bambini)
@Virginia Guiotto
A Orticolario il sogno non si guarda soltanto: in molti casi si può anche costruire.
I laboratori invitano grandi e piccoli a trasformare elementi naturali in qualcosa di personale: si possono creare piante immaginarie, erbarî fantastici, oggetti ispirati ai fiori e ai sogni, sperimentando colori, materiali e tecniche diverse.
Anche i bambini avranno uno spazio dedicato nell’Ala Regina di Villa Erba, con attività pensate per diverse fasce d’età, dai più piccoli ai ragazzi. Tra le proposte ci sono Fanta-botanica, Il giardino dei sogni, Cactus fantastici, Fossili dei sogni e Amuleto botanico, oltre allo spettacolo. Per fare un albero… del Teatro dei Burattini di Como.
La novità del 2026 sarà una nuova area giochi in legno curata da Pardes, dove i bambini potranno muoversi liberamente e sperimentare attraverso strutture da esplorare.
Dopo aver attraversato installazioni e giardini nati dalla fantasia di artisti e paesaggisti, Orticolario offre così la possibilità di lasciare anche una propria traccia: un piccolo oggetto, un disegno o una creazione fatta con le proprie mani.
Incontrerete Luigi Serafini, l’artista che ha inventato un universo inesistente
Ospite d’onore dell’edizione 2026 sarà Luigi Serafini, l’artista e architetto autore del celebre Codex Seraphinianus, un’opera unica nel suo genere: un’enciclopedia illustrata di un mondo che non esiste, popolato da piante impossibili, creature fantastiche, macchine e architetture immaginarie.
Nato dalla fantasia di Serafini ma costruito con la precisione di un vero catalogo scientifico, il Codex è diventato negli anni un punto di riferimento per chi ama esplorare il confine tra realtà e invenzione.
La sua presenza a Orticolario 2026 si inserisce naturalmente nel tema dell’edizione: un invito a guardare la natura non solo per ciò che è, ma anche per ciò che può farci immaginare.
Informazioni utili
Orticolario si svolge dall’1 al 4 ottobre 2026 a Villa Erba, a Cernobbio. Giovedì 1 ottobre apre dalle 15 alle 19, mentre da venerdì 2 a domenica 4 l’orario è dalle 9 alle 19; i biglietti si possono acquistare online oppure alle biglietterie durante l’evento e per i bambini fino ai 14 anni l’ingresso è gratuito.
