Sessanta reati in un arco di tempo lungo vent’anni. A Stockport, nel Regno Unito, un uomo sulla sessantina ha ammesso davanti alla corte di aver drogato e violentato la propria moglie sin dal 2004. Le accuse comprendono numerosi episodi di stupro, aggressione sessuale e somministrazione di sostanze con l’intento di abusare della donna. E il coinvolgimento di almeno un’altra dozzina di uomini.
A distanza di poco tempo dal caso di Gisèle Pelicot, in Francia, insomma, un’altra vicenda di violenza sessuale domestica è pronta a riportare l’attenzione su un fenomeno ancora troppo spesso nascosto: gli abusi commessi dentro quelle che sembrano essere relazioni di fiducia.
Secondo quanto comunicato dalla polizia del Greater Manchester, l’uomo aveva già ammesso 15 accuse. In seguito, ha riconosciuto altre 45 imputazioni, arrivando a un totale di 60 reati contestati. Tra questi ci sono 16 episodi di stupro, sette aggressioni sessuali, la somministrazione di sostanze con l’intento di commettere abusi e la diffusione di immagini e video intimi senza consenso.
Gli investigatori hanno arrestato l’uomo lo scorso anno. La data della condanna definitiva non è ancora stata stabilita e potrebbe arrivare al termine del processo che riguarda anche gli altri uomini accusati di aver preso parte alle violenze.
Altri uomini coinvolti nelle accuse
La vicenda si allarga infatti oltre il rapporto tra marito e moglie. Dodici uomini, tra i 29 e i 74 anni, sono stati accusati di aver partecipato agli abusi sulla donna tra il 2023 e il 2025. Nove di loro sono accusati di stupro o aggressione sessuale nei confronti della stessa vittima.
Un tredicesimo uomo, residente in Scozia, avrebbe già ammesso di aver preso parte a un piano per drogare e violentare la donna senza il suo consenso.
Il caso Pelicot e il coraggio di rompere il silenzio
Questa storia inevitabilmente richiama alla memoria il caso di Gisèle Pelicot, la donna francese che nel 2024 scelse di rinunciare all’anonimato per rendere pubblico il processo contro l’ex marito Dominique Pelicot e gli uomini accusati di averla violentata dopo essere stata drogata.
La sua decisione trasformò un’esperienza di violenza privata in una questione collettiva, aprendo un dibattito mondiale sul consenso, sulla cultura dello stupro e sul modo in cui la società guarda alle vittime.
Dominique Pelicot è stato condannato a 20 anni di carcere per stupro aggravato e altri reati. Anche gli altri uomini coinvolti hanno ricevuto condanne comprese tra tre e 15 anni.
Dopo il caso britannico, il vice capo della polizia di Greater Manchester, Rick Jackson, ha lanciato un appello alle persone vittime di violenza sessuale facilitata dall’uso di droghe.
Non è necessario avere prove, certezza o un ricordo completo per essere prese sul serio, ha dichiarato.
Una frase che riguarda molte vittime di abusi: il trauma può frammentare la memoria, la paura può impedire di parlarne, il legame con chi fa del male può rendere ancora più difficile riconoscere ciò che sta accadendo.
La violenza non sempre arriva da uno sconosciuto. A volte si nasconde nelle relazioni più intime, nei luoghi che dovrebbero essere più sicuri, nelle persone alle quali si è affidata una parte della propria vita.
Per questo, raccontare queste storie significa anche ricordare una cosa fondamentale: nessun legame e nessun rapporto affettivo possono mai cancellare il diritto di una persona al proprio corpo e alla propria libertà.