Il Governo proroga lo sconto sul diesel e, nello stesso momento, comincia a smontarlo. Dal 18 settembre lo sconto complessivo, Iva compresa, scende da 17,1 a 12,2 centesimi al litro; otto giorni dopo si dimezza ancora, fermandosi a 6,1 centesimi. Su un pieno da 50 litri significa passare da 8,54 euro di risparmio a 6,10 e poi ad appena 3,05 euro. La proroga c’è. Lo sconto, sempre meno.
Il decreto legge approvato il 16 settembre dal Consiglio dei ministri mantiene l’agevolazione fino al 5 ottobre esclusivamente sul gasolio. La benzina rimane fuori. Quella annunciata come un’ulteriore misura contro il caro carburanti è dunque un’uscita graduale dal sostegno: il taglio sopravvive sul calendario, mentre si assottiglia alla pompa.
Quanto si riduce lo sconto dal 18 settembre
Fino al 17 settembre l’accisa sul gasolio è fissata a 532,90 euro per mille litri, come stabilito dal decreto legge 157 del 10 settembre 2026. La differenza rispetto all’aliquota ordinaria di 672,90 euro vale 14 centesimi al litro. Poiché l’accisa entra nella base sulla quale viene calcolata anche l’Iva al 22%, il vantaggio per un automobilista arriva a circa 17,1 centesimi al litro.
Dal 18 al 25 settembre l’accisa sale a 572,90 euro per mille litri. La riduzione fiscale scende così a 10 centesimi, pari a 12,2 centesimi al litro con l’Iva.
A parità delle altre componenti del prezzo, dal 18 settembre la componente fiscale aumenta quindi di circa 4,9 centesimi al litro. Per riempire un serbatoio da 50 litri serviranno circa 2,44 euro in più rispetto al giorno precedente.
La seconda riduzione dello sconto arriva quasi subito. Dal 26 settembre al 5 ottobre l’accisa sale ancora, fino a 622,90 euro per mille litri. Il beneficio fiscale rimasto è di 5 centesimi, che diventano 6,1 centesimi al litro con l’Iva. Per lo stesso pieno da 50 litri il risparmio si ferma a 3,05 euro: altri 3,05 euro persi rispetto alla settimana precedente.
In meno di dieci giorni, dunque, il vantaggio riconosciuto agli automobilisti passa da 8,54 a 3,05 euro per pieno. La proroga allunga la durata della misura, mentre ne lascia per strada quasi due terzi.
La benzina resta esclusa
Il nuovo intervento riguarda soltanto il gasolio usato come carburante. Per la benzina non viene reintrodotto alcun taglio, anche se il decreto è stato presentato come una misura destinata a contenere l’aumento del costo dei carburanti.
Lo sconto fiscale, inoltre, non garantisce che il prezzo esposto dai distributori diminuisca. Il costo alla pompa dipende anche dalle quotazioni internazionali dei prodotti raffinati, dal cambio euro-dollaro e dai margini applicati lungo la filiera. Qui il movimento certo riguarda le imposte: aumentano in due passaggi, mentre il taglio si riduce.
Per imprese e professionisti che possono detrarre l’Iva sul carburante, il beneficio effettivo coincide con la sola riduzione dell’accisa. Sarà quindi di 10 centesimi al litro dal 18 al 25 settembre e di 5 centesimi dal 26 settembre al 5 ottobre.
Dal 6 ottobre lo sconto non è ancora scritto
La proroga costa 111,8 milioni di euro nel 2026, ai quali si aggiungono 1,2 milioni nel 2028. Risorse impiegate per mantenere temporaneamente una riduzione che diventa più piccola a ogni passaggio.
Dal 6 ottobre, in assenza di un altro provvedimento, tornerà l’accisa ordinaria di 672,90 euro per mille litri. Giorgia Meloni ha annunciato l’entrata in funzione del meccanismo delle accise mobili, che permette di utilizzare parte del maggiore gettito Iva prodotto dall’aumento dei prezzi per ridurre l’accisa. Entità e durata dell’eventuale nuovo sconto, però, dovranno essere stabilite con un altro atto.
Per ora le uniche cifre certe conducono tutte nella stessa direzione: 17,1 centesimi, poi 12,2, infine 6,1. Il Governo ha prorogato il taglio costruendogli due gradini. Entrambi in salita.