La storia di Rosario Livatino rivive in tv: il trailer della fiction Rai (diretta da Michele Placido) sul giudice assassinato dalla mafia

La drammatica e luminosa parabola del giudice Rosario Livatino si appresta a sbarcare sul piccolo schermo grazie a una nuova e attesissima serie televisiva intitolata Livatino. Il giudice e i suoi assassini, le cui prime immagini ufficiali sono state svelate attraverso un trailer che promette grandi emozioni visibile a questo link. Diretto per la prima volta in una fiction Rai dal celebre Michele Placido, il progetto rappresenta un racconto corale e rigoroso di una stagione cruciale per l’Italia meridionale.

L’intuizione di Livatino: la confisca dei beni ai mafiosi

Negli anni Ottanta, la provincia agrigentina divenne infatti il teatro di una sanguinosa contrapposizione tra lo Stato e la Stidda, un’organizzazione criminale nata tra le pieghe della povertà che tentava di scalzare il potere di Cosa nostra attraverso una spietata guerra di mafia. Su questo sfondo complesso si mosse con inflessibile rigore morale Rosario Livatino, magistrato capace di colpire i patrimoni illeciti e gli interessi economici dei clan, inaugurando di fatto i metodi investigativi di quella che sarebbe diventata la Tangentopoli siciliana e utilizzando con formidabile intuito lo strumento pionieristico della confisca dei beni ai mafiosi.

Il volto di Giuseppe De Domenico per raccontare un eroe della giustizia e della fede

A prestare il volto al magistrato nella miniserie coprodotta da Rai Fiction, Goldenart Production e Rai Com è l’attore Giuseppe De Domenico, affiancato da un cast d’eccezione che comprende Leonardo Maltese, Nino Frassica, Michela De Rossi, Ninni Bruschetta e Brenno Placido. La realizzazione ha beneficiato del contributo del Ministero della Cultura (Direzione Generale Cinema e Audiovisivo) e della Regione Siciliana (Assessorato del Turismo, dello Sport e dello Spettacolo – Sicilia Film Commission). La narrazione affonda le radici nella biografia di un uomo profondamente legato all’Azione Cattolica e guidato dal motto spirituale Sub tutela Dei, ovvero sotto la tutela di Dio, impresso su tutti i suoi appunti personali.

L’uccisione il 21 settembre 1990 e la proclamazione a beato

La sua rigorosa attività inquirente culminò nel maxiprocesso di Agrigento del 1987, ma il prezzo pagato per la sua incorruttibilità fu altissimo: il 21 settembre 1990, un commando di fuoco composto da sicari della Stidda intercettò la sua utilitaria lungo la strada statale 640, freddandolo a colpi di pistola mentre si recava in tribunale senza scorta.

Quel tragico agguato spezzò la vita di un servitore dello Stato che Papa Giovanni Paolo II definì “martire della giustizia e indirettamente della fede”, portandolo nel 2021 a diventare il primo magistrato nella storia della Chiesa a essere proclamato beato. Girata nei luoghi autentici della sua esistenza tra Canicattì, Agrigento e Roma, la serie punta a riaccendere i riflettori su una figura di straordinaria integrità morale, la cui memoria continua a indicare la strada per un Paese libero da ogni forma di corruzione.

Fonte: RAI Ufficio Stampa

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