Ad agosto il ghiacciaio Bella Tola, vicino a Saint-Luc, in Svizzera, è stato dichiarato estinto dopo essere quasi completamente scomparso. I modelli gli avevano assegnato una finestra piuttosto precisa: tra il 2026 e il 2029. È andata così. Ora lo stesso conto, ancora sulla carta per fortuna, si può fare con oltre 200mila ghiacciai del Pianeta. Basta cercarne uno sulla mappa e cambiare il livello di riscaldamento globale.
Si chiama Global Glacier Extinction Explorer ed è la nuova piattaforma sviluppata a partire dal lavoro di ricercatori dell’ETH di Zurigo e della Vrije Universiteit Brussel. Per ogni ghiacciaio mostra area, quota e soprattutto una stima dell’anno in cui potrebbe scomparire sotto quattro scenari: +1,5 °C, +2 °C, +2,7 °C e +4 °C rispetto all’epoca preindustriale. Non è una gigantesca agenda con la data del funerale del ghiaccio. È una proiezione modellistica, con intervalli di incertezza, e cambia parecchio quando si sposta il termometro.
Come funziona la mappa dei ghiacciai
Dietro la parte giocabile del sito c’è uno studio pubblicato su Nature Climate Change, che ha seguito il possibile destino dei ghiacciai contenuti nel Randolph Glacier Inventory 6.0. Sono più di 200mila e vengono simulati attraverso tre modelli globali, GloGEM, OGGM e PyGEM, combinati con diversi modelli climatici.
Per stabilire quando un ghiacciaio può essere considerato “scomparso”, i ricercatori hanno fissato due soglie concrete: una superficie inferiore a 0,01 chilometri quadrati oppure meno dell’1% del volume iniziale. Per ciascuno viene poi calcolato un anno mediano di scomparsa insieme alla dispersione tra le diverse simulazioni. E qui serve tenere il calendario con una certa leggerezza: dimensioni, altitudine, geometria e condizioni climatiche locali rendono impossibile conoscere oggi l’anno esatto in cui un singolo ghiacciaio smetterà di esistere.
C’è anche un altro limite interessante. I modelli seguono i ghiacciai come erano catalogati nell’inventario di riferimento, intorno al 2000, e non simulano la loro frammentazione. Un grande ghiacciaio che si spezza in più corpi di ghiaccio continua quindi a essere trattato come una sola entità. Anche il conteggio complessivo dipende dalla capacità degli inventari di individuare i corpi più piccoli: per questo gli stessi autori invitano a considerare il numero dei ghiacciai con maggiore cautela rispetto a misure come massa e superficie.
A metà secolo potremmo perdere migliaia di ghiacciai ogni anno
Il dato che esce dal monitor è meno facile da ignorare. Con un riscaldamento limitato a 1,5 °C, il numero di ghiacciai destinati a scomparire ogni anno raggiungerebbe il massimo intorno al 2041, con circa 2.000 estinzioni annuali. Nello scenario da +4 °C il picco slitta verso la metà degli anni Cinquanta e raddoppia: circa 4.000 ghiacciai persi in un solo anno.
Dopo il picco il ritmo diminuirebbe, ma soltanto perché una parte enorme dei ghiacciai più vulnerabili sarebbe già sparita. A fine secolo rimarrebbe quasi la metà di quelli considerati oggi nello scenario da +1,5 °C; con +2,7 °C ne sopravviverebbe circa il 20%; a +4 °C si scenderebbe sotto il 10%, meno di 20mila.
La differenza tra gli scenari compare direttamente sulla mappa. Si seleziona un livello di riscaldamento e il destino dello stesso ghiacciaio può spostarsi di anni o decenni. È probabilmente la parte più efficace dello strumento: trasforma “qualche decimo di grado” da numero infilato dentro un grafico a pezzo di paesaggio che rimane oppure scompare.
Sulle Alpi oltre metà dei ghiacciai potrebbe sparire entro vent’anni
Nelle Alpi europee il calendario corre più velocemente. La regione è ricca di ghiacciai piccoli, che reagiscono rapidamente al cambiamento delle temperature: secondo lo studio, oltre la metà potrebbe scomparire nei prossimi due decenni. Qui il picco delle estinzioni arriva generalmente entro il 2040 e, per i ghiacciai più piccoli, parte delle perdite simulate potrebbe essere già avvenuta.
Allargando lo sguardo fino al 2100, la Vrije Universiteit Brussel riporta una stima ancora più ruvida: nelle Alpi europee rimarrebbero circa 110 ghiacciai con un riscaldamento di 2,7 °C e appena una ventina con +4 °C.
Il 2026 sta già offrendo qualche prova molto concreta di come si presenta l’ultima fase. Le osservazioni definitive dell’estate alpina sono ancora in corso, ma i primi dati indicano un’annata particolarmente pesante, dopo poca neve in inverno e diverse ondate di calore. Oltre al Bella Tola, anche il piccolo ghiacciaio Urirotstock, sempre in Svizzera, è stato dichiarato estinto questa estate. Una stagione estrema può dare il colpo finale; alle spalle, però, ci sono decenni di perdita di massa accumulata.
La nuova mappa rende questa storia quasi scomodamente locale. Si può cercare una valle, avvicinarsi alla montagna, cliccare sul ghiaccio e spostare lo scenario climatico. La data che appare rimane una stima, non un appuntamento. La direzione, invece, è molto meno sfocata. Bella Tola, intanto, è già passata dalla proiezione all’elenco degli estinti.