Bonus colonnine elettriche fino a 8000 euro, oggi è il click day: come richiedere il contributo per privati e condomini

Dodici euro su ogni cento restano a carico di chi ha installato una wallbox in casa, il resto, fino a un tetto di 1.500 euro, lo mette lo Stato. Da oggi, martedì 22 settembre, alle ore 12:00 in punto, è partita la finestra per chiedere il contributo.

Cos’è il bonus colonnine domestiche

La misura torna con una nuova annualità e riguarda chiunque installi un punto di ricarica per l’auto elettrica a casa propria o nelle parti comuni di un condominio. A gestirla è Invitalia, l’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti, per conto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy: le regole sono state fissate con un decreto direttoriale firmato il 4 agosto scorso su indicazione del ministro Adolfo Urso. Il contributo copre l’80% delle spese sostenute per acquistare e installare l’infrastruttura, compresi gli impianti elettrici, le opere edili necessarie e i costi di connessione alla rete tramite un nuovo POD. Il tetto massimo è di 1.500 euro per le persone fisiche, che sale a 8.000 euro quando l’intervento riguarda le parti comuni di un edificio condominiale.

Chi può richiederlo

Possono presentare domanda le persone fisiche residenti in Italia e i condomìni, nel caso in cui la colonnina venga installata su aree comuni ai sensi degli articoli 1117 e 1117-bis del Codice civile. Restano fuori le partite IVA e le società, per imprese e pubblica amministrazione, spiega il Mimit, sono previste altre forme di sostegno nell’ambito del PNRR, gestite dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica. Un punto che genera spesso confusione: il bonus non si chiede prima dell’acquisto, serve che la spesa sia già stata sostenuta e che l’infrastruttura risulti installata, con tanto di dichiarazione di conformità rilasciata dall’installatore. Per il 2026 sono ammesse le installazioni completate tra il 26 giugno e il 31 dicembre.

Come funziona la domanda

La richiesta va presentata esclusivamente online, sulla piattaforma di Invitalia, con accesso tramite SPID, CIE o CNS. Ogni beneficiario può inoltrare una sola domanda; se viene dichiarata improcedibile per un errore formale, la normativa consente di presentarne una seconda entro il 31 gennaio 2027, data in cui lo sportello chiude. Tra i documenti richiesti figurano il codice fiscale e il documento d’identità del richiedente (o, per i condomìni, dell’amministratore e la delibera assembleare che autorizza i lavori), le fatture elettroniche in formato XML, gli estratti conto che attestino i pagamenti tracciabili (bonifico, SEPA Credit Transfer o carta intestata al beneficiario, mai contanti) ed un indirizzo PEC attivo per tutta la durata della procedura. Vanno inoltre indicati i dati del conto corrente su cui ricevere l’accredito. Le colonnine ammesse devono essere nuove di fabbrica, di potenza standard e destinate a uso esclusivamente privato, quindi non possono e no devono essere accessibili al pubblico. La spesa, per essere ammissibile, non deve aver già beneficiato di altri incentivi.

Le domande in ordine di arrivo

Le risorse sono limitate e le richieste vengono ammesse all’istruttoria secondo l’ordine cronologico di presentazione: chiunque completi la procedura per primo ha, a parità di requisiti, più probabilità di rientrare nel plafond disponibile prima dell’eventuale esaurimento dei fondi. Al termine della compilazione, il sistema rilascia una ricevuta di registrazione, e lo stato della pratica resta consultabile nell’area riservata della piattaforma.

Fonte: Ministero delle Imprese e del Made in Italy

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