“Raccontano solo fake news quindi fuori dalla Casa Bianca”. È questo più o meno il (non) senso di quanto ha pensato sua maestà Donald Trump quando ha annunciato ai 4 venti che avrebbe revocato gli accrediti ai giornalisti di Cnn, MsNow e Politico.
Per Mister Ciuffo, tutte e tre le testate sarebbero colpevoli di violare la sicurezza nazionale diffondendo “storie false e diffamatorie”. E le farneticazioni su Truth dicono molto di più:
Sono orgoglioso di annunciare che, con effetto immediato, bandisco dalla Casa Bianca la “Fake News CNN”, “MSNOW” (che ha recentemente cambiato nome da MSNBC a causa della mancanza di ascolti e credibilità!) e “Politico” (beneficiari di un contratto di abbonamento illegale e ridicolo da 8 milioni di dollari – un record assoluto – stipulato direttamente con il governo degli Stati Uniti sotto la presidenza del disonesto Joe Biden per tenerli “in vita”: a me sembra corruzione!), a seguito della loro costante diffusione di FAKE NEWS! Gli organi di informazione non dovrebbero poter scrivere o riferire costantemente INVENZIONI e BUGIE quando trattano del Presidente degli Stati Uniti, dell’Amministrazione Trump o degli Stati Uniti d’America. Seguiranno altri organi di stampa diffusori di fake news. Grazie per l’attenzione dedicata a questa questione! Presidente DONALD J. TRUMP
Il che si commenta da solo, anche alla luce del fatto che poi il tycoon ha subito inaugurato “Trump TV” (santo cielo, come se qui ci fosse “Tajani TV – Tutto sulle gonne”, ci pensate?), una piattaforma che proporrà in streaming 24 ore su 24 “i migliori video, gli interventi più importanti e i momenti salienti da non perdere”, con contenuti aggiornati in tempo reale.
@Truth
La causa
Intanto, com’era ovvio, le tre testate hanno presentato una causa federale contro l’amministrazione Trump, sostenendo che il divieto imposto ai loro giornalisti di accedere alla Casa Bianca violi il Primo Emendamento della Costituzione americana, che tutela la libertà di stampa.
Nel ricorso, presentato presso la corte federale di Washington, i tre organi nazionali di stampa hanno chiesto un provvedimento temporaneo d’urgenza (temporary restraining order) per consentire ai reporter di tornare immediatamente a svolgere il proprio lavoro mentre il caso viene esaminato.
In una dichiarazione congiunta, CNN, MS NOW e Politico hanno spiegato:
Abbiamo informato il governo che presenteremo una denuncia per proteggere i nostri diritti sanciti dal Primo Emendamento e difendere il principio secondo cui il governo non decide cosa la stampa riporta o pubblica.
Le tre testate sostengono inoltre che le credenziali dei loro giornalisti siano state revocate senza un preavviso né una procedura formale, dopo che la Casa Bianca aveva contestato la loro copertura giornalistica. La causa contesta anche una violazione del Quinto Emendamento, relativo al diritto a un procedimento equo (due process), oltre alla libertà di stampa garantita dal Primo Emendamento.
Al di là dello scontro tra la Casa Bianca e singole testate e di tutta l’ironia che si può fare, questa vicenda apre una questione più ampia sul rapporto tra potere politico e libertà di stampa negli Stati Uniti. Il punto centrale della battaglia legale non riguarda soltanto l’accesso fisico dei giornalisti agli spazi presidenziali, ma il principio secondo cui un’amministrazione possa o meno limitare la presenza di una testata sulla base di un giudizio espresso sulla sua copertura. Saranno ora i tribunali a stabilire se le restrizioni imposte dalla Casa Bianca siano compatibili con le tutele previste dalla Costituzione americana e con le regole che disciplinano il rapporto tra governo e stampa.
Ma ci rimane tanto da riflettere.