Oltre 62mila firme per dire addio alle gabbie negli allevamenti italiani: la proposta arriva in Senato

Per migliaia di animali allevati ogni giorno la vita inizia e finisce in uno spazio dove muoversi, esplorare e seguire comportamenti naturali diventa impossibile. Ora una proposta di legge di iniziativa popolare punta a cambiare questo scenario: 62.498 cittadini hanno firmato per chiedere all’Italia di vietare l’uso delle gabbie negli allevamenti.

Le firme, certificate sulla piattaforma del Ministero della Giustizia, sono state ufficialmente consegnate al Senato. La raccolta, partita a marzo e conclusa il 14 settembre, ha superato il quorum previsto dalla normativa italiana per portare una proposta popolare all’attenzione del Parlamento.

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A promuovere l’iniziativa è stata l’associazione Essere Animali attraverso la campagna “Gabbie Vuote”, sostenuta da diverse realtà animaliste tra cui Animal Equality, Animal Law Italia, Animalisti Italiani, CIWF Italia, Enpa, Humane World for Animals Italia, LAV, LNDC Animal Protection, OIPA e The Good Lobby.

Adesso la proposta dovrà essere assegnata alla Commissione parlamentare competente, che dovrà avviarne l’iter legislativo.ù

Oltre 40 milioni di animali allevati in gabbia ogni anno

Secondo le stime riportate dalle associazioni promotrici, in Italia ogni anno sono oltre 40 milioni gli animali allevati in sistemi con gabbie, tra cui circa:

  • 17 milioni di galline utilizzate per la produzione di uova
  • 13 milioni di conigli
  • quasi 600 mila scrofe
  • 1,5 milioni di vitelli
  • 8 milioni di quaglie

Il tema riguarda soprattutto il benessere animale: secondo le associazioni, gli animali confinati in spazi ristretti non possono esprimere comportamenti naturali fondamentali, come muoversi liberamente, nidificare, scavare o socializzare. Tutte condizioni che possono provocare stress cronico, frustrazione e problemi fisici, aspetti che sono stati oggetto anche di valutazioni scientifiche dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA).

Il precedente europeo: la richiesta di superare le gabbie

La battaglia per il superamento delle gabbie non riguarda solo l’Italia. Tra il 2018 e il 2020, 1,4 milioni di cittadini europei hanno firmato l’Iniziativa dei cittadini europei “End the Cage Age”, chiedendo alla Commissione europea di introdurre un divieto dell’allevamento in gabbia.

La Commissione aveva annunciato l’intenzione di presentare una proposta legislativa entro il 2023, ma il percorso non è ancora arrivato a una normativa europea definitiva. Secondo Simone Montuschi, presidente di Essere Animali, l’Italia dovrebbe intervenire senza attendere ulteriormente il quadro europeo, seguendo l’esempio di precedenti decisioni nazionali sul benessere animale, come il divieto degli allevamenti per la produzione di pelliccia.

I Paesi che hanno già avviato il percorso

In Europa diversi Stati hanno già introdotto o programmato restrizioni sull’uso delle gabbie. Per le scrofe, ad esempio, la Svezia ha già introdotto un divieto, mentre Danimarca, Austria, Finlandia, Germania e Paesi Bassi hanno previsto percorsi di transizione con scadenze comprese tra il 2035 e il 2040.

Per le galline ovaiole, invece, le gabbie convenzionali sono vietate dalla normativa europea dal 2012. Alcuni Paesi hanno scelto di andare oltre: Austria e Lussemburgo hanno introdotto il divieto anche per le gabbie arricchite, mentre Germania e Repubblica Ceca hanno previsto ulteriori restrizioni nei prossimi anni.

Intanto, in Italia, consegna delle firme ad oggi rappresenta un passaggio importante, ma non equivale ancora a un cambiamento normativo. La proposta dovrà ora affrontare il percorso parlamentare, durante il quale saranno valutati contenuti, tempi e modalità di eventuale transizione.

Al centro del dibattito ci sarà una domanda complessa: come trasformare i sistemi di allevamento garantendo da una parte condizioni migliori per gli animali e dall’altra sostenibilità economica per gli allevatori?

Per le associazioni che hanno promosso la raccolta firme, il messaggio arrivato dai cittadini è chiaro: superare l’allevamento in gabbia è una richiesta che non può più essere ignorata.

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