“Qui siamo tutti uguali”: la frase di un anziano in ospedale che ha cambiato Giovanni Allevi

Giovanni Allevi ha raccontato il lato più umano della sua esperienza con la malattia durante il Festival Francescano di Bologna, in un incontro sul palco di piazza Maggiore insieme al cardinale Matteo Zuppi. Il compositore ha ricordato un episodio vissuto in ospedale, quando un anziano paziente, dopo averlo riconosciuto, gli si è avvicinato con una frase semplice ma potente: «Qui siamo tutti uguali».

Un momento che, per Allevi, ha rappresentato la scoperta di una dimensione comune, oltre i ruoli, i successi e le fragilità personali.

Quando cadono le maschere e i giudizi – ha spiegato – resta ciò che siamo davvero

Il musicista, a cui è stato diagnosticato un mieloma multiplo, ha parlato del periodo più difficile della sua vita e di come la musica e la vicinanza degli altri siano state fondamentali per affrontarlo. La malattia, ha raccontato, gli ha insegnato a non identificarsi con il dolore: il corpo può essere fragile, ma questo non cancella la parte più profonda della persona.

Allevi ha raccontato anche la paura vissuta dopo la diagnosi, soprattutto nel vedere lo sconforto delle persone care. Ma proprio da quel momento è nato un nuovo modo di guardare alla vita: non come qualcosa da dare per scontato, ma come un dono da coltivare ogni giorno.

Nel dialogo con lui, il cardinale Zuppi ha sottolineato come la speranza non significhi ignorare la sofferenza, ma trovare la forza per attraversarla senza lasciare nessuno solo.

Dopo aver affrontato la malattia, Allevi ha ribadito di voler continuare a suonare finché ne avrà la possibilità, trasformando la propria esperienza in un messaggio di resilienza: la fragilità, secondo il musicista, può diventare anche una forma di forza e di consapevolezza.

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