Anticiclone africano, torna il caldo fuori stagione: in Italia temperature fino a 32°C

L’autunno sembra ancora lontano dal conquistare la scena. Dopo qualche giorno più fresco e alcune piogge arrivate soprattutto al Centro-Sud, l’Italia si prepara a vivere una nuova fase di caldo anomalo: l’anticiclone subtropicale tornerà infatti a dominare la situazione, riportando temperature ben oltre la media del periodo, con punte che potrebbero raggiungere i 30°C e, in Sardegna, anche i 32°C.

L’autunno prova a farsi spazio, ma l’anticiclone resiste

Il cambio di stagione continua a essere rimandato. La classica fase di maltempo che spesso accompagna l’equinozio d’autunno, con l’arrivo delle prime vere perturbazioni atlantiche, non si è ancora verificata.

Negli ultimi giorni alcune correnti più fredde provenienti da est hanno riportato condizioni più tipiche della fine di settembre, con piogge e temporali soprattutto su alcune zone del Centro-Sud. Una parentesi però destinata a durare poco: già dal prossimo weekend il quadro meteorologico cambierà nuovamente.

A bloccare l’arrivo dell’autunno è un vasto campo di alta pressione sull’Europa occidentale, che impedisce alle perturbazioni atlantiche di avanzare verso il Mediterraneo e favorisce la risalita di aria calda di origine subtropicale.

Torna l’anticiclone africano e l’Italia rivive una coda d’estate

La nuova espansione dell’anticiclone africano porterà masse d’aria calda verso la Penisola, creando una situazione decisamente insolita per il periodo.

A partire da domenica 27 settembre le temperature inizieranno nuovamente a salire. Il sole tornerà protagonista e in molte zone d’Italia si potranno raggiungere valori vicini ai 28°C, con punte locali intorno ai 30°C. Non sarà il caldo intenso tipico di agosto, ma il ritorno di giornate estive a fine settembre sarà comunque evidente.

La fase più calda potrebbe arrivare nei primi giorni di ottobre. Al Nord le temperature potrebbero mantenersi intorno ai 28°C, mentre al Centro e al Sud si potranno sfiorare i 30°C, soprattutto lungo le zone tirreniche. La Sardegna potrebbe essere la regione più coinvolta, con valori fino a 32°C nelle aree interne occidentali.

Un enorme blocco di alta pressione sull’Europa

La situazione non riguarda soltanto l’Italia. Gran parte dell’Europa resterà sotto l’influenza dell’alta pressione, mentre le perturbazioni atlantiche saranno costrette a scorrere verso latitudini più settentrionali senza riuscire a portare il vero cambio di stagione.

È uno schema che ormai da settimane caratterizza il continente: alte pressioni persistenti, temperature sopra la norma e piogge che continuano a essere rinviate.

La svolta potrebbe arrivare a ottobre, ma resta l’incertezza

I primi segnali di cambiamento potrebbero comparire tra il 30 settembre e il primo ottobre, quando nuove correnti più fresche potrebbero interessare il Sud Italia e le perturbazioni atlantiche potrebbero tentare di entrare dalla parte occidentale del Paese.

Il ritorno di piogge più diffuse, però, potrebbe slittare ancora e arrivare soltanto nella prima settimana di ottobre. Le previsioni a questa distanza temporale devono infatti essere interpretate con cautela, perché sono proprio le svolte annunciate con molti giorni di anticipo quelle che più spesso vengono ridimensionate o spostate.

Perché il cambiamento del tempo viene continuamente rimandato

Quando i modelli meteorologici indicano una possibile svolta a dieci o dodici giorni di distanza, non stanno descrivendo un evento già certo, ma uno scenario possibile.

Le previsioni nascono dall’elaborazione di milioni di dati raccolti ogni giorno da satelliti, stazioni meteorologiche, palloni sonda, aerei e boe oceaniche. Queste informazioni vengono utilizzate dai supercomputer per ricostruire lo stato dell’atmosfera e simulare la sua possibile evoluzione.

Il problema è che l’atmosfera è un sistema estremamente complesso e anche piccole variazioni nelle condizioni iniziali possono produrre grandi differenze nel risultato finale. È il principio noto come effetto farfalla: un piccolo cambiamento all’inizio può modificare profondamente l’evoluzione successiva.

Per questo i centri meteorologici non elaborano una sola previsione, ma creano diversi scenari possibili modificando leggermente i dati di partenza. Più ci si allontana nel tempo, più questi scenari possono divergere.

Una perturbazione prevista tra molti giorni potrebbe quindi essere soltanto una delle possibilità e non necessariamente quella che si realizzerà. Anche gli anticicloni molto estesi possono rivelarsi più resistenti del previsto, facendo slittare la fine del caldo di giorno in giorno.

Le previsioni a lungo termine indicano una tendenza, non una certezza

Oltre i dieci giorni le previsioni non possono stabilire con precisione che tempo farà in una singola città. Servono soprattutto a capire quale potrebbe essere l’evoluzione generale: se prevarranno condizioni di alta pressione o di instabilità, se arriveranno correnti fredde oppure aria più mite.

Per questo la nuova fase di caldo fuori stagione va letta come una tendenza ormai probabile per i prossimi giorni, mentre per il vero ritorno dell’autunno bisognerà ancora aspettare gli aggiornamenti dei modelli meteorologici.

Fonte: TempoItalia

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