Cane muore in stiva durante il volo, lanciata una petizione per capire cosa sia successo: “era viva, mi avete restituito il suo corpo”

Un viaggio che avrebbe dovuto rappresentare l’inizio di una nuova vita insieme si è trasformato in un incubo senza fine per Jennifer e per la sua cagnolona Bubble, un golden retriever di grossa taglia morta tragicamente il 3 settembre scorso. Partite insieme da Guangzhou, in Cina, con l’obiettivo di raggiungere Los Angeles dopo uno scalo in Corea del Sud, le due si sono separate temporaneamente solo per permettere all’animale di viaggiare nella stiva a bordo del volo Korean Air KE 868, mentre la donna aveva regolarmente acquistato un biglietto in business class per 4.000 dollari, aggiungendo circa 300 dollari per il trasporto della sua compagna a quattro zampe.

Ma quando l’aeromobile è atterrato all’aeroporto internazionale di Incheon, la situazione è precipitata: Bubble è stata ritrovata priva di vita all’interno del proprio trasportino. Un dolore lacerante che ha spinto la donna a denunciare pubblicamente l’accaduto sui social: “Korean Air, vi ho consegnato la mia bambina viva. Voi mi avete restituito il suo corpo”, ha scritto, chiedendo aiuto per fare luce su quasi due ore di buio totale rimaste completamente inspiegate durante le operazioni a terra e in volo.

La difesa della compagnia aerea e i dubbi sulle condizioni della gabbia

Di fronte alle accuse e al dolore della proprietaria, la compagnia aerea Korean Air ha diramato una nota ufficiale per esprimere le proprie condoglianze, respingendo però ogni addebito e assicurando che tutti i sistemi di climatizzazione e controllo ambientale della stiva avevano funzionato regolarmente per l’intera durata del tragitto, tesi supportata dal fatto che gli altri animali presenti a bordo sarebbero arrivati a destinazione sani e salvi.

Tuttavia la versione dell’azienda non ha affatto convinto Jennifer che ha ribadito con forza di non voler lanciare accuse avventate ma di pretendere risposte concrete e prove tangibili. La donna ha infatti sollevato gravi dubbi sulla gestione fisica del trasportino e sulla movimentazione a terra, rivelando di aver rinvenuto un pannello interno, ovvero il vassoio della gabbia, completamente spostato e ribaltato verso l’alto proprio sopra il corpo dell’animale. Alla richiesta formale di visionare i filmati delle telecamere a circuito chiuso e di consultare i registri dettagliati degli addetti al carico, il vettore ha opposto un netto rifiuto appellandosi alle rigide leggi sudcoreane sulla privacy e alimentando ulteriormente i sospetti.

La mobilitazione internazionale e l’allarme sicurezza lanciato da FlyTogether.org

Per rompere il muro del silenzio e ottenere risposte trasparenti, Jennifer ha deciso di unire le forze con l’associazione FlyTogether.org, fondata da Sonia Aguado, lanciando una petizione sulla piattaforma Change.org che ha già raccolto oltre 2.500 firme. L’iniziativa punta a far luce sulle reali responsabilità del vettore e a denunciare un fenomeno allarmante che riguarda l’intero settore del trasporto aereo commerciale.

Stando ai dati diffusi dall’organizzazione non profit, dal 2021 a oggi si contano già 20 decessi, 15 ferimenti, 21 fughe e 8 smarrimenti definitivi di animali domestici affidati alle compagnie aeree. Una situazione confermata anche dai rapporti del Dipartimento dei Trasporti degli Stati Uniti, che nei primi sei mesi del 2026 hanno registrato quasi 100 reclami ufficiali. Di fronte a numeri così drammatici, l’associazione ha annunciato l’intenzione di promuovere una specifica Iniziativa dei Cittadini Europei nel 2027, con l’obiettivo di introdurre protocolli aeroportuali rigidi, vincolanti e trasparenti per impedire che altre famiglie debbano vivere lo stesso devastante lutto.

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